Poffabro

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Oggi sono arrivato in Friuli-Venezia Giulia, e vi propongo Poffabro, una bella frazione del comune di Frisanco, in provincia di Pordenone. Anticamente il borgo si chiamava Profabrarum, prato dei fabbri. A dircelo, una sentenza del 1339. E un altro documento di quel periodo cita pratum fabri. Aveva questo strano nome, perché ai tempi vi era una officina per produrre i metalli con cui si costruivano i coltelli della vicina e più famosa Maniago. Questo borgo è noto storicamente perché dalla frazione passava la via romana che collegava la mitica Iulia Concordia alle Alpi. Nel 1810 divenne frazione di Frisanco, con un decreto napoleonico. Nel 1976, a maggio, il borgo fu colpito da un forte terremoto. A Poffabro le case sono costruite in pietra arenaria e legno di castagno. Un vero incanto. Queste case, ancora abitate, sono il cuore del super evento il “presepe tra i presepi”, che si tiene durante il periodo natalizio. Vi consiglio una visitina, è un’iniziativa meritoria di attenzione: qui troverete un centinaio di presepi artigianali, costruiti assemblando materiali particolari, con tecniche all’avanguardia.

È una meraviglia per gli occhi che non potete perdere. E non è l’unica attrazione degna di nota del borgo, c’è molto altro da vedere e perciò vi segnalerò qualcosa. Da vedere la chiesa di san floriano, che si presenta nella sua spettacolare facciata ottocentesca. Qui troverete lo splendido altare del rosario, in legno dorato. Andate poi al Santuario della beata vergine della salute, si trova un po’ fuori da Poffabro, su di una rupe. Il Santuario fu voluto dai cittadini di Pian Delle Merie, massacrati dal colera. Se decidete di fare un weekend nel borgo, comprate le scarpeti: sono eleganti pantofole in velluto prodotte dagli artigiani del paese. Nella nostra sosta gastronomica, vi consiglio di assaggiare il frico, un formaggio in salamoia che viene fritto in padella. Buona anche la brovade e muset (una sorta di cotechino servito con della rapa bianca). Per raggiungere Poffabro, vi consiglio di prendere il treno: scendete a Maniago e proseguite con i mezzi pubblici. In alternativa, in auto, si può percorrere la A27 Venezia-Belluno, uscendo a Cadore/Dolomiti e continuando fino a destinazione seguendo le indicazioni.