Per Sala, l’ecologismo “non vuol dire non fare le cose”

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“Non ruberemo un metro di verde a Milano, eppure costruiremo. Lo faremo rigenerando spazi atrofizzati. Essere ecologisti non vuol dire ‘non fare le cose’, ma significa portare avanti dei principi e segnalare che i lavori si possono trovare ora in nuove direzioni”. Intervenuto durante l’evento “Le citta’ al tempo del Covid: gestione della pandemia e prospettive future”, il sindaco di Milano Beppe Sala, nella foto, in dialogo con il primo cittadino di Latina Damiano Coletta, traccia la rotta di quella che e’ la sua visione politica per il futuro del capoluogo lombardo e rivendica la sua anima ecologista, certificata anche dalla recente adesione alla compagine dei Verdi Europei, per buona pace del Pd meneghino. Per Sala “non si possono solo subire gli effetti della pandemia”, ma bisogna reagire. “Anche perche’- dice il sindaco- questa emergenza sta cancellando un modo di essere. Ci sono dei trend secolari che stanno attraversando la nostra societa’ che impongono dei cambiamenti, relativi alla trasformazione ambientale e digitale, e orientati verso una maggiore equita’ sociale”. Sala continua poi specificando che il suo “essere profondamente ecologista” non e’ un bel vestito da indossare, ma “un impegno politico e personale” che intende portare avanti: “Non voglio nascondermi dietro le mie idee- va avanti il major milanese- io ci credo politicamente molto alle questioni ambientali e per questo ho dato chiari segnali di quelle che sono le mie intenzioni. Dovremo trasformare la citta’ e dargli un’impronta piu’ ecologista”. Per farlo potranno tornare utili sicuramente i soldi del Recovery Plan, i quali, come ricorda Sala, arriveranno dall’Europa “solo nel momento in cui presenteremo progetti sostenibili” e cantierabili immediatamente. Con quelle risorse il sindaco intende “collegare la citta’ con una grande centrale energetica (quella di Cassano D’Adda, ndr) per portare teleriscaldamento ad altri 150 mila milanesi” e per il futuro, andranno collegate le periferie al centro con le metropolitane, da estendere ancora del 50% per quanto riguarda la lunghezza delle tratte; bisognera’ dotarsi di un parco autobus totalmente elettrico e mettere fuori legge le caldaie a gasolio entro il 2023, lavorando su impianti energetici e sulle case popolari.