Brasile, niente carcere per Battisti. La Corte suprema ora decide sull’estradizione

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Accettata la richiesta dei difensori

Piccola vittoria giuridica di Cesare Battisti, in attesa della battaglia più importante, quella sull’estradizione in Italia, che potrebbe risolversi a breve presso la Corte Suprema di Brasilia. Il tribunale federale regionale di San Paolo, istanza d’appello nella legislazione brasiliana, ha deciso di mantenerlo in libertà nell’ambito della causa aperta contro di lui per esportazione illegale di valuta, scattata quando Battisti ha tentato di attraversare la frontiera con la Bolivia con una quantità di denaro superiore a quella permessa dalla legge.

Battisti continuerà in libertà, ma deve restare nel comune di Cananeia, sulla costa dello stato di San Paolo, deve chiedere autorizzazione per ogni spostamento e deve usare, se è disponibile, una cavigliera elettronica che permette di monitorare i suoi spostamenti. Una decisione che ci si aspettava e che non ha nulla a che vedere con l’esame che inizia oggi sulla richiesta di estradizione arrivata dall’Italia e che è stata accolta positivamente dal governo del presidente Michel Temer, ma sulla quale pesa un ricorso che deve essere esaminato dalla Corte Suprema.

La prima sezione del STF (Supremo Tribunal Federal) esaminerà oggi il ricordo in mano al giudice Luis Fux e gli scenari possibili sono diversi; i cinque giudici della Corte possono decidere già oggi in maniera autonoma, possono rimandare l’esame alla sessione plenaria, (11 giudici in tutto) o possono rimandar la decisione dando tempo all’Avvocatura generale dello Stato di partecipare nella discussione. Battisti attende di conoscere la sua sorte nel suo rifugio al mare, assieme alla coppia di amici che lo ospita da tre settimane.

Emiliano Guanella, La Stampa

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