Intesa Sanpaolo, le Gallerie d’Italia omaggiano l’arte di Gabriella Benedini

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 Intesa Sanpaolo (nella foto, Stefano Lucchini Chief Institutional Affairs and External Communication Officer del gruppo) apre al pubblico fino al 6 novembre 2022 alle Gallerie d’Italia di Milano la mostra ‘Gabriella Benedini. Athanor’ a cura di Paolo Bolpagni.

La mostra, allestita nella Sala delle Colonne, vuole essere un ulteriore sviluppo nella personale ricerca artistica di Gabriella Benedini, cremonese, classe 1932, protagonista della vita culturale milanese fin dall’inizio degli anni Sessanta.

Michele Coppola, Executive Director Arte Cultura e Beni Storici Intesa Sanpaolo, dichiara: “È un’occasione rara, e per Gallerie d’Italia un privilegio, festeggiare con questa mostra una grande artista come Gabriella Benedini che, nella sua lunga e produttiva carriera, ha saputo sperimentare percorsi sempre nuovi e offrirci gli apprezzati risultati di una ricerca coerente, originale e coraggiosa. Partendo dalle collezioni d’arte di proprietà, il museo di Intesa Sanpaolo dimostra ancora una volta una particolare attenzione all’arte contemporanea nelle sue espressioni migliori e nei suoi maggiori protagonisti, proponendo contributi di valore che arricchiscono ulteriormente l’offerta espositiva milanese.”    

L’arte di Gabriella Benedini è intessuta di memorie e suggestioni: i temi del viaggio (fisico e spirituale), dell’interrogazione delle stelle, della trasmutazione della materia e degli elementi, della sete di conoscenza sono centrali nel lavoro dell’artista. A rivelarlo è anche il titolo della mostra, con quell’esoterica parola, athanor, che rimanda proprio al mondo dell’alchimia ed è ripresa da un racconto di Jorge Luis Borges, La rosa di Paracelso, che ha per protagonista l’imperscrutabile figura del medico-scienziato tedesco del Cinquecento.

Protagonista dell’esposizione è senza dubbio la Biblioteca, un corpo compatto, ermetico, color Gris de Payne, che si manifesta nella propria enigmatica e incombente presenza. Sugli scaffali sono ordinatamente posizionati trecentosessanta “libri” (in realtà indecifrabili contenitori), all’esterno tutti uguali. Non contenitori qualsiasi, come ovvio, ma speciali, delle medesime dimensioni: due coperchi che, aprendosi, schiudono mondi inimmaginabili, sorprendenti, ma che restano celati all’osservatore. Uno solo, spalancato, è posizionato su un leggìo.

Tra le 24 composite opere in mostra figurano le ormai celebri Arpe di Gabriella Benedini (fra cui tre della collezione Intesa Sanpaolo), sculture polimateriche che, come scrisse Gillo Dorfles nel 1992, «colmano d’una loro “sonorità spaziale”» l’ambiente in cui sono collocate, ispirando la sensazione di «note – arcane, impercettibili, inafferrabili da orecchie umane».

Ad esse si accompagnano opere bidimensionali, grandi tavole aggettanti giocate rispettivamente sui toni del blu e del grigio, che richiamano le costellazioni e un ulteriore motivo caro all’artista, quello della musica.

Il museo di Milano, insieme a quelli di Torino, Napoli e Vicenza, è parte del progetto museale Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, guidato da Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici della Banca.