Concessioni balneari, avv. Loiodice e Maellaro: diffida al governo per il doveroso rispetto dei trattati dell’Unione Europa e delle prerogative della Corte di Giustizia

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“Sulla scia delle iniziative assunte dinanzi al TAR Puglia, diversi concessionari di varie regioni italiane, venerdì scorso, hanno diffidato il Governo e il Parlamento dal compiere uno scempio dello Stato di Diritto e si riservano di condurre anche azioni di risarcimento danni insieme con tutti gli altri concessionari balneari in caso di forzature illegittime e messe a gara prima della decisione della Corte di Giustizia dell’Unione europea. Il rispetto del Diritto dell’Unione europea obbliga, infatti, anche quando blocca temporaneamente i desiderata dei fautori della messa a gara delle concessioni demaniali. A norma dell’art. 4 del TUE, terzo comma, infatti, ogni Istituzione e ogni Organo dello Stato italiano ha l’obbligo di rispettare il primato del Diritto dell’Unione e il principio di leale collaborazione. Nelle more della decisone della Corte di Giustizia sul rinvio pregiudiziale del TAR Puglia, quindi, nessuno può e deve modificare lo status quo normativo. L’emendamento proposto dal Governo Draghi, al DDL Concorrenza, secondo quanto risulta dalla relazione collegata, ha la medesima base giuridica della lettera di messa in mora della Commissione europea del 3.12.2020 e delle decisioni dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, pubblicate il 9.11.2021, nn. 17 e 18, ovvero la normativa europea (direttiva Bolkestein e art. 49 del TFUE) dalla quale discenderebbe secondo le predette istituzioni l’obbligo di gara, la cui validità, allo stato, è al vaglio della Corte di Giustizia. I concessionari preannunciano pertanto battaglia anche sul piano delle responsabilità risarcitorie, anche individuali, e della possibile denuncia d’infrazione alla Commissione europea ai sensi dell’art. 260 TFUE per violazione degli obblighi comunitari” – E’ quanto dichiarano gli Avvocati Isabella Loiodice e Nicolò Maellaro, mentre è in corso il dibattito sulla Concorrenza al Senato.