Intesa Sanpaolo e l’analisi sull’economia mondiale: rallenta la crescita globale

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 Nel biennio 2022-2023 si prospetta un rallentamento della crescita globale, con riduzione dello spazio di manovra per politiche fiscali espansive, e un periodo di maggiore volatilità per i mercati finanziari globali. E’ quanto emerge dall’Outlook sull’economia 2022 di Intesa Sanpaolo (nella foto, l’a. d. Carlo Messina) che stima per l’area euro una crescita del Pil “su ritmi robusti, intorno al 3,9%” nel 2022 “sostenuto dalla domanda interna”.
Secondo gli analisti di Intesa, “le prospettive dell’economia mondiale sono attualmente molto incerte, non tanto per la crescita reale, che rimane piuttosto robusta anche nel 2022 (4,6%), malgrado la perdurante minaccia della pandemia e un diffuso rallentamento dopo i rimbalzi legati alle riaperture. L’incertezza è legata alla persistenza delle strozzature di offerta e all’emergere di sintomi di eccesso di domanda negli Stati Uniti, che sta portando a un cambio di rotta delle politiche monetarie più rapido del previsto, con implicazioni di ampia portata anche per i mercati finanziari.
La pandemia di COVID-19 non ha smesso di influenzare l’economia globale, anche se ora ci si preoccupa meno delle conseguenze sulla domanda aggregata e più di quelle sui prezzi”. “L’inflazione nell’area euro – sottolinea Intesa – ha visto una rapida accelerazione negli ultimi mesi, sino a toccare il 4,9% su base annua a novembre (massimo da quando esiste una serie comparabile ovvero almeno dal 1998). I continui rialzi sono spiegati da fattori una tantum (il ripristino delle aliquote Iva in Germania, il rimbalzo dei prezzi dell’energia e l’aumento dei prezzi degli input per via dei problemi della catena di approvvigionamento nell’industria) e, in misura minore, dall’effetto riaperture (rincari dei prezzi dovuti al ritorno di domanda nei settori dei servizi in precedenza soggetti a restrizioni)”.
In prospettiva, per gli analisti di Intesa, “rimane probabile che il rialzo dell’inflazione sia transitorio, ma si prevede che non scomparirà rapidamente. Lo scenario previsionale include dinamiche pronunciate del prezzo dell’energia. L’aumento del prezzo del gas naturale e il conseguente effetto di trascinamento sul petrolio manterranno la crescita dei listini energetici a due cifre anche nel 1° semestre 2022; la discesa che seguirà dal trimestre primaverile manterrà comunque i prezzi più elevati rispetto al 2020, a causa del basso livello degli stoccaggi”.
Secondo le previsioni di Intesa, “nel 2022 in media d’anno l’indice generale dei prezzi dovrebbe crescere di 3,1%, in accelerazione dal 2,6% stimato nel 2021. Il contributo principale arriverà dall’indice sottostante (circa il 50%), mentre l’energia spiegherà circa il 40% della crescita dei prezzi. Il trend nel corso dell’anno prossimo dovrebbe essere discendente, con un possibile picco a marzo ed aprile (al 3,6%) e un minimo a novembre (all’1,9%)”.  Stime di crescita al rialzo per il Pil dell’Italia: al 6,2% nel 2021 e al 4,3% nel 2022. E’ quanto emerge dall’Outlook sull’economia 2022 di Intesa Sanapolo.  “L’economia potrebbe recuperare i livelli pre-Covid già entro la metà del prossimo anno – sottolineano gli analisti di Intesa – anche se l’output gap si chiuderà verosimilmente solo nel 2023, e il recupero dei ritmi di crescita pre-pandemici è rimandato, nel nostro scenario, al 2024. Dal lato della domanda, la crescita 2022 sarà trainata ancora dai consumi, che vediamo espandersi di oltre il 5% anche l’anno prossimo”.
 Secondo Intesa, “gli investimenti rallenteranno dopo i ritmi a due cifre di quest’anno, mantenendo però un tono molto robusto (stimiamo un 6,3% nel 2022 dal 15,8% del 2021), grazie anche agli effetti degli incentivi fiscali e dei programmi infrastrutturali inclusi nel Pnrr. I rischi sono legati agli effetti delle strozzature all’offerta e dello shock energetico, nonché agli sviluppi della quarta ondata pandemica”.