Materie prime: allarme di Federmeccanica “rincari per il 91% delle imprese”

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È allarme, secondo un’indagine di Federmeccanica sull’industria metalmeccanica, per le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime ed il continuo incremento dei loro prezzi. Dall’indagine congiunturale, infatti emerge che il 91% delle imprese partecipanti ha registrato ulteriori rincari, il 72% ha dichiarato difficoltà di approvvigionamento, mentre il 26% corre il rischio di dover interrompere l’attività produttiva. Tutto ciò – spiega Federmeccanica – ha determinato una forte crescita dei prezzi alla produzione: a settembre 2021 e’ stato rilevato un incremento dell’11,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.


“Materie prime, energia, chip, trasporti continuano ad essere un problema molto serio e che non vede schiarite – ha commentato Diego Andreis, vicepresidente Federmeccanica – e che sta frenando la ripresa. È una situazione critica per l’intero sistema considerando che tutte le aziende che abbiamo interpellato, senza eccezioni, segnalano, oltre ad un incremento dei costi delle materie prime, difficolta’ di reperimento delle stesse che sta causando fermi produttivi nelle filiere e l’automotive nell’ultimo trimestre ne è un evidente esempio”.


“Siamo dentro una situazione paradossale – prosegue Andreis – abbiamo ordini ma non riusciamo ad evaderli secondo le richieste. Tutto questo si riflette su un incremento dei costi di produzione delle imprese che incideranno negativamente sulla loro marginalita’ e quindi sulla loro competitività e capacità di investimento.
“Da questo punto di vista, il 2022 si prospetta ancora più difficile del 2021 dove le imprese, almeno nella prima parte dell’anno, hanno in parte potuto contare su scorte. Non possiamo permettercelo”. “È necessario – conclude – intraprendere tutte le azioni necessarie ad ogni livello, da quello nazionale a quello europeo, per calmierare questa situazione iper-inflattiva che rischia di essere disastrosa”.