Nubi sul Natale, consoliamoci con il nuovo panettone di Iginio Massari

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(di Tiziano Rapanà) Anche quest’anno si rischia il disastro. Tutta colpa del Covid, che auspica di rovinare il Natale. I contagi aumentano, purtroppo anche i decessi e alcune zone d’Italia rischiano di entrare nella temibile zona gialla. Per fortuna non si parla di Lockdown e chiusure forzate varie e spero che da qui a Natale non ci vengano imposte misure drastiche. Quest’anno voglio godere, ai limiti del possibile, della gioia della festa. Sono pronto anche a sopportare la triste retorica del “siamo tutti più buoni”. Magari fosse vero. La malvagità impera nel mondo, ma è bello talvolta vivere con qualche illusione. Comunque c’è chi vuol farvi vivere un Natale più dolce. Non è Babbo Natale, ma Iginio Massari: il re delle dolcezze nostrane. Quest’anno il maestro festeggia cinquant’anni dall’apertura della Pasticceria Veneto, a Brescia. Il suo è stato un sogno, che ha portato ad una realtà baciata dal successo internazionale. Massari non è solo un cognome ma un brand celebrato in tutto il globo. Molti conoscono lo splendido cannoncino alla crema, ideale vessillo della creatività del maestro applicata alla prima colazione, il celeberrimo plum cake, gli splendidi savoiardi. Il panettone è il dolce che troneggia nel regno delle prelibatezze del pasticciere. Il panettone del maestro è noto per la sua complessa lavorazione di 62 ore, che prevede quattro lievitazioni a tempo e temperatura controllati e due impasti. All’interno, l’alveolatura racchiude seducenti cubetti di arancia candita calabrese e uvetta Sei Corone, che accompagnano gli irresistibili aromi del burro e della vaniglia. La sommità è ricoperta da una glassa all’amaretto, con mandorle e nocciole in polvere, un tocco di cacao, mandorle grezze e granella di zucchero. Il maestro, per celebrare il cinquantesimo, ha deciso di rivisitare la sua amatissima creazione. L’impasto tradizionale viene arricchito con dolci note di caramello e adornato da accattivanti pepite di cioccolato al caramello e cubetti di mandarino candito. La doratura è data dalla presenza della glassa realizzata con mandorle e albume. È una raffinatezza che si paleserà in edizione limitata, sul finire del mese. Niente artifizi, zero conservanti, qui c’è solo l’ingegno di Iginio e Nicola Massari. Costa 50 euro. Spero nella clemenza del Covid. Chiedo la parvenza di un ritorno alla normalità, che si può festeggiare con le prelibatezze del maestro Massari.

tiziano.rp@gmail.com