Daniele Franco: per crescere bisogna valorizzare i giovani

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Il PIL italiano necessita di una crescita “strutturalmente più alta” che passi attraverso la capacità di creare “prospettive di vita e di lavoro migliori” per i giovani. Queste le parole del Ministro dell’Economia Daniele Franco, durante l’inaugurazione a Bergamo dell’anno accademico dell’Accademia della Guardia di Finanza, in cui era presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Lo scopo, quindi, è quello di valorizzare i giovani. “Non possiamo fallire”, dice il ministro, che ha inoltre ricordato i dati molto negativi dell’Italia riguardo l’istruzione e le competenze: quantitativi, dalla percentuale di posti di asilo nido fino alla percentuale di diplomati e laureati, ma anche qualitativi, con competenze rilevate al di sotto della media OCSE. E ha poi evidenziato come lo sviluppo delle economie avanzate è invece “connesso con l’innovazione tecnologica” e con la capacità di insistere su “settori di produzione ad alto valore aggiunto”. Dunque “per competere servono sistemi educativi che sappiano soddisfare le richieste del mercato del lavoro in termini competenze, sia umanistiche che tecniche, e assicurare un costante aggiornamento professionale per un sistema che deve affrontare la doppia transizione ambientale e digitale”.

Questa, ha detto Franco, è “la sfida che anche il nostro Paese deve affrontare per aumentare il potenziale di crescita”. L’aspetto invece peculiare della realtà italiana è “la perdita enorme di capitale umano con l’emigrazione dei giovani”, dato ancora più accentuato nel Sud, “non compensato” dall’attrazione di giovani dall’estero: “Nel 2019 quasi 70 mila giovani con meno di 40 anni hanno lasciato il paese. In meno di 10 anni quasi mezzo milione di ragazzi e ragazze se ne sono andati. I rientri sono stati pari a poco più di un quarto”. Giovani che vanno all’estero “perché cresciamo poco e cresciamo poco perché non valorizziamo i giovani”, un vero e proprio “circolo vizioso”. Dunque “cambiare passo su questa tendenza è il vero nodo della politica italiana” e il PNRR “è una leva importante per uscire da una situazione di stallo”.

“L’attuazione del PNRR richiederà la capacità della Guardia di Finanza di intercettare e neutralizzare possibili manifestazioni illecite”, ha concluso il ministro.