Il premio WPP Innovators 2021 è stato vinto da Ricehouse

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Ricehouse vince la quarta edizione di WPP Innovators. Il riconoscimento è volto a premiare le start-up italiane che si sono distinte per ingegno e innovazione, applicando però anche la componente tecnologica. Un comitato scientifico ha scelto le cinque start-up finaliste per le categorie Comunicazione, Cultura, Design/Architettura, Fashion e Food, mentre una giuria composta da 150 tra imprenditori, business angel, giornalisti, accademici ed esponenti del mondo dell’innovazione durante la cerimonia in Triennale ha deciso per Ricehouse come start-up vincitrice di WPP Innovators 2021.

Ricehouse è una start-up Innovativa e una società benefit che trasforma gli scarti derivanti dalla lavorazione del riso in materiali naturali per la bioedilizia. L’azienda è stata fondata nel 2016 da Tiziana Monterisi (architetto specializzato in bioecologica) e Alessio Colombo (geologo). La startup ha costruito una linea di prodotti edili trasformando gli scarti della produzione risicola, altrimenti destinati a essere bruciati, perché non più adatti all’allevamento. 

“Insieme ad Amici della Triennale e Triennale Milano, vogliamo contribuire a creare uno stimolo per l’innovazione e il pensiero creativo con un premio annuale giunto alla sua quarta edizione – ha detto Massimo Beduschi, WPP Chairman in Italia – Anche quest’anno siamo stati sorpresi da realtà incredibilmente innovative che uniscono idee brillanti applicate a creatività e ingegno in settori simbolo del made in Italy: dalla moda alla cultura al food, passando per il design e la comunicazione. Siamo orgogliosi di poter accompagnare la crescita delle start-up vincitrici di WPP Innovators 2021 con i servizi di consulenza nel marketing e comunicazione a cura dei tanti talenti che lavorano all’interno del nuovo WPP Campus di Milano”.

Durante la serata di premiazione, il Comitato Scientifico ha assegnato anche il Premio Speciale Sostenibilità a Ittinsect, start-up che si occupa di ridurre la sovrapesca di pesce selvatico grazie a un mangime per l’acquacoltura sostenibile che sostituisce gli ingredienti provenienti dal mare con insetti e sottoprodotti agricoli valorizzati biotecnologicamente.