Servizi finanziari abusivi. Le trappole che nascono dal deficit di educazione e informazione finanziaria

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La Consob ha incrementato il numero di oscuramenti per siti web che offrono servizi finanziari abusivi: +5, portando a 537 gli oscuramenti da quando l’Autorità finanziaria ha questo potere (luglio 2019, decreto crescita) (1). Siamo più tranquilli visto che le nostre autorità svolgono opera diligente in materia. Ma fino ad un certo punto, per due motivi: i siti che sfuggono ai controlli sono un numero sterminato, e non è detto che quelli che sono autorizzati siano esenti dall’infierire sui risparmiatori.

Nel primo caso, l’intervento di Consob consiste nell’ordinare ai fornitori di connettività Internet di inibire l’accesso dall’Italia ai siti web con cui si offrono servizi non autorizzati… e non si può escludere che alcuni fornitori non rispondano a queste ingiunzioni. Nel secondo caso, i problemi di tanti risparmiatori in ambito investimenti non derivano solo dai non-autorizzati ma anche da quelli in regola. Non ultime le banche con diversi loro prodotti finanziari rifilati a go-go. La lista sarebbe molto lunga, per i prodotti in sé (2) e per i metodi che i promotori utilizzano (3). Il problema non è marginale perché, “vox populi”, si dice che gli italiani sono senza soldi, ma la realtà è che i soldi degli italiani non spesi e parzialmente investiti negli ultimi anni (soprattutto dall’era covid) fanno gola a tanti. E’ di alcuni giorni fa un “consiglio” del ceo di Intesa San Paolo ad utilizzarli per una migliore gestione del debito pubblico (4)… quindi vuol dire che sono proprio tanti….

Non esistono bacchette magiche in merito, anche perché i produttori di queste bacchette sarebbero inibiti dal produrle dai tanti (con tanti poteri) che preferiscono mantenere basso il livello di educazione, informazione e responsabilità finanziaria dei risparmiatori. Ma esiste, col limite di essere molto nicchia, la possibilità di informarsi per farsi meno male (5), auspicando che tra le tante educazioni e informazioni di cui è deficitaria la nostra scuola pubblica sia introdotta anche quella finanziaria.