Le lumache fanno bene alla pelle e all’economia

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Dall’hamburger alla pizza, dal caviale ai piatti Gourmet. Ma anche prodotti per la cosmetica, come creme e scrub per il corpo, e preparati per l’ortodonzia. Tutto a base di lumache, che a Cherasco, nelle Langhe, sono protagoniste, anche oggi, dell’unico festival internazionale dedicato alle chiocciole. Helix 2021 è una due giorni con talk, cucina della tradizione e stellata, visite agli allevamenti, bellezza e wellness, informazione e formazione dedicata, oltre che agli addetti ai lavori, a un pubblico ampio di appassionati e di imprenditori sia italiani che internazionali. La cittadina piemontese è diventata negli anni la capitale delle chiocciole allevate con il ‘metodo Cherasco’, regolamentato con un rigido disciplinare, che prevede l’allevamento all’aperto, l’alimentazione vegetale, la migrazione naturale e l’agricoltura simbiotica. “Il disciplinare garantisce un alto standard qualitativo – spiega all’AGI il presidente dell’Istituto internazionale di elicicoltura Cherasco, Simone Sampò – le lumache vivono nella migliore condizione naturale possibile”. Ed è così che è nata ‘l’economia elicoidale’, che si sviluppa a spirale: “E’ green, etica e vivibile e coinvolge diversi comparti, creando valore in termini di lavoro, reddito e benessere sociale ed ambientale sia nel settore gastronomico sia in altri settori produttivi. La carne di chiocciola è ricchissima di proteine con appena l’1,2% di grassi, meno della sogliola, e l’allevamento richiede un dispendio minimo di acqua ed energia”, esplicita Sampò. “Sono coinvolti il segmento prodotti di benessere, bellezza e farmaceutica – aggiunge – la bava delle lumache ha eccezionali proprietà cicatrizzanti, nutrienti e antiossidanti. Entro 5 anni, le forniture di bava e derivati all’industria cosmetica e farmaceutica supereranno quelle legate al food che oggi è ancora dominante con il 65% delle richieste. Non solo, la bava di lumaca funge anche da gastroprotettore naturale. È anche impiegata nel commercio di frutta e verdura, basti pensare che è un antimicrobico naturale in grado di allungare lo shelf-life dei prodotti confezionati”.  La chiocciola è utilizzata anche nello sviluppo di applicazioni tecnologiche avanzate negli impianti come sensoristica e blockchain e nel sociale, con progetti riabilitativi dove i pazienti traggono giovamento nel prendersi cura della chiocciola con tempi lunghi e scanditi, proprio come quelli del piccolo mollusco. Sono 1.020 gli allevamenti elicicoli sul territorio italiano, 715 quelli che seguono il Disciplinare metodo Cherasco, 350 milioni di euro il volume d’affari stimato e 9.700 le persone che lavorano nell’indotto (ristorazione, somministrazione, conservatoria, produzione di bava, cosmetica, farmaceutica, settore alimentare). “Nell’economia elicoidale c’è spazio per nuovi agricoltori che abbiano la voglia e il desiderio di diventare imprenditori – sottolinea Sampò – il potenziale di crescita è altissimo considerando che, a fronte di una richiesta in Italia di 4.500 tonnellate annue, i 1150 ettari di impianti attuali nel Belpaese provvedono solo al 20% della domanda interna”. L’80% del prodotto, infatti, arriva da Paesi esteri (Romania, Turchia, Indonesia in primis) dove la produzione “è però di scarsa qualità perché proviene da filiere lunghe e non soggette ai dovuti controlli sanitari”. “L’Istituto internazionale di Elicicoltura – rimarca il presidente – ha stretto accordi per lo sviluppo di una elicicoltura verde, sostenibile e rispettosa anche in altri Paesi, come Marocco e la Georgia, dove le condizioni atmosferiche ottimali. Ma per il colmare il gap, c’è spazio anche in Italia per più di altri 3400 ettari di impianti”