Obesità, l’appello di SICOB: si deve rimettere al centro il paziente

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Occorre “rimettere al centro” i pazienti portatori di obesità e reindirizzarli verso un corretto percorso terapeutico, facilitando l’accesso ai 133 centri accreditati distribuiti in modo capillare su tutto il territorio. E’ questo l’obiettivo principale della SICOB, la Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità delle Malattie Metaboliche, tornata in presenza con il XXIX Congresso Nazionale in corso di svolgimento fino all’8 ottobre a Firenze. Presidente della SICOB è il Prof. Marco Antonio Zappa mentre il Congresso è presieduto dal Prof. Marcello Lucchese. I temi del Congresso spaziano dalle conseguenze del Covid sulla chirurgia bariatrica a temi più tecnici come la migliore definizione del percorso diagnostico terapeutico, i limiti di età e di BMI dei pazienti bariatrici, il passaggio da una chirurgia indifferenziata alla chirurgia tailored, il weight regain, il rapporto fra obesità e cancro, la malattia da reflusso gastroesofageo in chirurgia bariatrica,le procedure endoscopiche, la gestione delle complicanze e le urgenze in chirurgia bariatrica.   Il ritorno in presenza rappresenta un segnale molto importante per il pubblico a cui si rivolge la SICOB: la popolazione portatrice di obesità che in Italia comprende sei milioni di persone – il 10% della popolazione – mentre altri 25 milioni sono in sovrappeso. Questi numeri sono destinati a crescere anche a causa degli adolescenti con obesità infantile, che vede l’Italia al secondo posto in Europa. Inoltre, secondo i ricercatori ISTAT che hanno collaborato all’ultimo Rapporto sull’obesità italiana presentato di recente dall’Istituto Auxologico Italiano, nel Nord-ovest e nel Centro Italia la prevalenza di obesità si attesta al 10%, mentre nel Nord-est e nelle isole il valore raggiunge l’11,4%; maglia nera le regioni del Sud con il 12,4%. Se con il lockdown i disturbi alimentari sono aumentati almeno del 30%, per i portatori di obesità la gestione della “segregazione” è stata molto più complicata, soprattutto a causa dell’impossibilità di relazionarsi di persona agli specialisti che li seguono. Uscire dall’isolamento e ritrovare una “rete” di assistenza che li aiuti a riprendere il percorso verso una perdita di peso consistente e duratura rappresenta per il paziente portatore di obesità la reale fine di un incubo. Se con la pandemia è stato registrato un crollo degli interventi di chirurgia bariatrica del 30% con punte del 50% rispetto ai 25.000 interventi annui, ora è il momento di rimettersi in cammino verso una qualità di vita ottimale: “L’aver scelto la location per il nostro congresso al Centro Italia – afferma il Presidente della Sicob Marco  Zappa – è un modo di unire  simbolicamente tutti i centri SICOB sul territorio affinchè chi ha bisogno di noi possa trovarci, soprattutto in questo momento post-pandemico che tanti chili ci ha lasciato. Basta cercarci sul sito www.sicob.org; la nostra mission è prendere in carico il paziente e seguirlo dall’inizio del percorso fino a molti anni dopo l’intervento di riduzione del peso. I portatori di obesità grave infatti hanno bisogno di un team multidisciplinare che li aiuti a gestire tutte le fasi dando loro la giusta motivazione soprattutto nei momenti di sconforto. Per questo i nostri team sono composti da psicologi, nutrizionisti, chirurghi, medici dello sport, cardiologi, endocrinologi, diabetologi ed altre figure altamente specializzate perché all’obesità severa sono legate anche altre patologie che possono diventare molto gravi”.   Questo è il segreto dei risultati duraturi degli interventi effettuati nei centri SICOB, come afferma il Presidente del Congresso Marcello Lucchese: “Solo il follow-up multidisciplinare negli anni garantisce un successo duraturo, perché il paziente nelle fasi successive all’intervento non deve perdere i suoi punti di riferimento che devono continuare a seguirlo per non perdere i risultati raggiunti. Non a caso il weight regain, l’eventuale recupero del peso, è uno dei temi centrali del nostro congresso di quest’anno, ed è importante che il paziente recepisca questo punto fondamentale. I centri SICOB non si fermano all’intervento, perché quest’ultimo è solo una tappa del percorso di cura”.   Anche i farmaci più innovativi possono dare un importante contributo al percorso terapeutico: “l’uso dei farmaci più moderni, che valorizzano la parte attiva del GLP-1, ormone intestinale aumentato da molti interventi chirurgici, è un’ulteriore risorsa che può essere molto utile nel sovrappeso e nelle forme di obesità lieve – continua il Prof. Diego Foschi, Presidente uscente della SICOB. I farmaci più avanzati hanno dimostrato una riduzione di peso a 1 anno che può arrivare al 10-15% del valore iniziale, molto buona per questi pazienti ma del tutto insufficiente per quelli con obesità grave, che devono essere candidati alla chirurgia bariatrica. Nel paziente chirurgico, gli analoghi del GLP-1 possono essere utili per migliorare la performance del paziente prima dell’intervento, perché anche una modesta riduzione di peso è importante, e per trattare i casi iniziali di weight regain che altrimenti rischiano di tornare al peso iniziale obbligandoci ad interventi di alta chirurgia”.