YouTube, messi al bando attivisti no vax

epa09414420 Demonstrators hold posters reading 'No to Vax Pass' and 'Medical Freedom for All' during an anti vaccination protest in front of the City Hall in Los Angeles, California, USA, 14 August 2021. This protest takes place as demonstrators gather against a Covid-19 vaccination mandate. Anti masks, pro recall against current California governor Gavin Newsom, pro-Trump and pro-gun were also part of the protesters claims. EPA/ETIENNE LAURENT
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La piattaforma di video più famosa al mondo ha deciso che vieterà i contenuti no vax che “contraddicono il consenso degli esperti delle autorità sanitarie locali” o dell’Oms. Saranno quindi rimossi gli account di attivisti come Joseph Mercola e Robert F. Kennedy Jr, nipote di Jfk. Si tratta di un’estensione della politica del sito, la quale già comprendeva l’eliminazione dei video contrari ai vaccini per il Covid.

Ora, YouTube cambia le regole e mette al bando i video di disinformazione su tutti i vaccini, non solo quelli contro il Covid. Il sito di Google ha precisato che rimuoverà qualsiasi video che sostenga, per esempio, che i vaccini non riducono la trasmissione o la contrazione della malattia, o che causano l’autismo, il cancro e l’infertilità. Il nuovo regolamento vieta anche la promozione di “rimedi o cure pericolosi: contenuti che affermano che sostanze o trattamenti dannosi possono avere benefici per la salute”.
Nel frattempo, in Germania esplode il caso RT, i canali del media pro-Cremlino, che sono stati bloccati per violazione delle regole Covid. “YouTube ha sempre avuto norme per la community chiare, che delineano ciò che è consentito sulla piattaforma. RT DE ha ricevuto un avvertimento per il caricamento di contenuti che violavano la nostra politica di disinformazione relativa al Covid e ciò ha comportato la sospensione del loro diritto di pubblicazione. Durante questa sospensione, hanno cercato di eludere l’esecuzione utilizzando un altro canale e, di conseguenza, entrambi i canali sono stati chiusi per violazione dei termini di servizio di YouTube”. Questo il commento di un portavoce di YouTube.