Emilia-Romagna, il ministro Colao visita la regione “Data Valley europea”

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Una regione Data Valley europea, che grazie alla propria agenda digitale vuole essere laboratorio e apripista per il Paese sulle politiche per la transizione digitale, fra i pilastri del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): ecco come l’Emilia Romagna si è presentata oggi al ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale, Vittorio Colao, nella foto, protagonista di un’intera giornata nel bolognese tra visite alle eccellenze tecnologiche e incontri in Regione. Il ministro è stato accompagnato dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dall’assessore all’Agenda digitale, Paola Salomoni, e di volta in volta da diversi rappresentanti della giunta, da esponenti del mondo dell’Università e dell’impresa. La visita di Colao è iniziata al Cineca di Casalecchio di Reno (Bologna), il consorzio interuniversitario che ospita il più grande centro di calcolo in Italia, ed è poi proseguita al Bi-Rex a Bologna, uno degli 8 competence center nazionali istituiti dal ministero dello Sviluppo economico nel quadro del piano per l’industria 4.0 con focus specializzato sul tema dei Big Data. Il ministro si è poi trasferito nella sede della Regione, per una serie di approfondimenti tematici che hanno avuto come focus le competenze digitali, il fascicolo sanitario elettronico e l’utilizzo dei dati sanitari, prima di recarsi nel pomeriggio al Tecnopolo di Bologna, dove negli oltre 120mila metri quadri di superficie dell’ex Manifattura Tabacchi si sta costruendo l’hub nazionale ed europeo su nuove tecnologie, Big data, climatologia e Human Development recentemente visitato anche dal premier Mario Draghi. Già una prima importante infrastruttura è presente al Tecnopolo.  Si tratta del data centre del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), dopo la firma – il 16 giugno scorso – dell’accordo per la consegna dell’infrastruttura tra Regione Emilia Romagna, ministero degli Affari esteri e Ecmwf, organismo internazionale con sede a Reading, in Gran Bretagna, con i tecnici inglesi già al lavoro per installare una delle macchine per il calcolo ad alta prestazione più importanti al mondo. Oltre a tutte le principali istituzioni scientifiche e della ricerca, nazionali e non solo, al Tecnopolo arriverà anche Leonardo, il nuovo super-computer europeo, progetto candidato dal Cineca stesso. A regime, al Tecnopolo di Bologna si concentrerà oltre l’80% della potenza di calcolo nazionale e il 20% di quella europea, una capacità che metterà l’Europa in grado di competere con i colossi Stati Uniti e Cina. Appuntamenti diversi che hanno avuto un minimo comune denominatore: la disponibilità dell’Emilia Romagna, spiega la Regione, a offrire servizi e competenze a tutto il Paese. Una candidatura che nasce prima di tutto dai numeri: la regione si colloca infatti al di sopra della media italiana nella grande maggioranza degli indicatori che vengono presi in considerazione dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza”. In Emilia Romagna, infatti, solo per citarne alcuni, “sono raggiunte dalla fibra a 100 mega il 39% delle famiglie contro il 30% del resto d’Italia e utilizzano i servizi digitali delle amministrazioni il 34% dei cittadini a fronte del 32% della media nazionale”.