Magnite E Adform unite per un’analisi sulla scalabilità

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Magnite e Adform hanno collaborato ad un’analisi sulla scalabilità degli identificatori di prima parte in modo sicuro dal punto di vista della privacy. In previsione dell’imminente azzeramento dei cookie di terze parti, il settore, com’è noto, ha la necessità di poter contare su soluzioni ID, per editori e buyer, pronti per il futuro.
Le due piattaforme pubblicitarie hanno misurato l’aumento della monetizzazione basato su ID di prima parte, anche in ambienti come Firefox e Safari che, già ora, non consentono l’uso di cookie di terze parti. I risultati preliminari al termine del primo trimestre del 2021 hanno mostrato un incremento significativo, con eCPM in crescita di oltre il 30%, rispetto a bid programmatic che non contenevano first-party ID. Questi incoraggianti risultati segnalano, si legge nella nota congiunta delle societa, a editori e buyer che gli ID di prima parte sono strumenti su cui far leva mentre i cookie di terze parti vanno gradualmente scomparendo. Infatti, in loro assenza, i buyer possono utilizzare soluzioni ID di prima parte per gli acquisti lato programmatic, accelerandone la diffusione e l’adozione. .
Tom Kershaw, Chief Technology Officer di Magnite non si dice sorpreso dell’aumento delle revenue degli editori dei risultati dei buyer e dichiara sia questa la motivazione per la quale focalizzano la strategia si focalizza sugli identificatori di community standardizzati e controllati dai publisher. I dati dei test condotti con Adform forniscono un risultato ancora più incoraggiante che potrebbe convincere gli editori a sfruttare identificatori come SharedID per migliorare le loro performance.
D’altro canto Jakob Bak, co-fondatore di Adform dichiara come il gruppo sia consapevole del “Vediamo miglioramento notevole dei publisher che fanno leva sugli ID di prima parte e ancora di più quando collegano first party data. L’impatto è maggiormente rilevante o evidente su Safari, dove gli ID dei cookie non sono disponibili. Negli ultimi mesi abbiamo registrato un incremento degli investimenti quasi raddoppiato su editori che utilizzano soluzioni ID su Safari. E come siano risultati promettenti specie in ottica futura, quando anche da Chrome saranno eliminati i cookie, ma per ora tutti sono entusiasti dei miglioramenti ottenuti con Safari.