Usa, Il Ceo Jp Morgan: concorrenza sleale da Big Tech, vanno regolamentate

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La Cina vede gli Stati Uniti come un Paese in declino, c’è molta verità in questo, afferma Dimen

Il sistema finanziario globale sta diventando ben più grande del sistema bancario e per gli istituti di credito – soprattutto grazie alle nuove tecnologie – si affacciano sul mercato nuovi competitor tra cui anche “Amazon, Apple, Facebook, Google e ora anche Walmart” che però non devono attenersi alle stringenti regole cui è sottoposto il sistema bancario. Lo scrive il ceo di Jp Morgan, Jamie Dimon, nell’annuale lettera agli azionisti, chiedendo le società che fanno “shadow banking“, le fintech e tutti i nuovi attori del mercato finanziario siano sottoposti a maggiori controlli e a regole più severe, anche perché la loro crescita è “stata parzialmente possibile” grazie al fatto di non dover sottostare alle regole fissate per le banche. Quelle banche che hanno visto modificare la regolamentazione loro applicata anche per evitare nuovo fallimenti come nella crisi del 2008. Tuttavia, per Dimon, “il costo per l’economia di avere banche a prova di fallimento potrebbe non valerne la pena“. Infatti, per Dimon bisogna “calibrare quanta liquidità e capitale sono richiesti alle banche per bilanciare cosa si vuole in un sistema regolato, mentre si massimizza la sicurezza delle banche e la crescita dell’economia“.

Prodotti al di fuori del sistema

Dimon, nella sua lettera annuale agli azionisti ha parlato del ruolo delle fintech e della digitalizzazione dei servizi bancari. “E’ del tutto chiaro che, in modo sempre più crescente, molti prodotti bancari, come i pagamenti e alcune forme di deposito, si stiano muovendo al di fuori del sistema bancario. In più, l’erogazione dei prestiti in diverse forme – mutui, prestiti agli studenti, leveraged, crediti al consumo ed ex carte di credito – stanno uscendo anch’essi dal sistema bancario. Neo banche e istituzioni che non sono banche stanno guadagnando quota nei conti dei consumatori“.

La Cina supera gli Usa
Paese in declino La Cina vede gli Stati Uniti come un Paese in declino e negli ultimi tempi gli Usa hanno anche vissuto momenti che sembrano dare ragione ai cinesi, sostiene ancora Dimon nell’annuale lettera inviata agli azionisti della banca. “I leader cinesi credono che l’America sia in declino e lo pensano non solo perché le dimensioni del loro Paese li renderanno la prima economia del pianeta entro il 2030 ma anche perché credono che le loro competenze e idee a lungo termine e la loro forte leaderhsip abbiano eclissato l’America in molti modi“, scrive. “I cinesi vedono una America che sta perdendo terreno in tecnologia, infrastrutture ed educazione – una nazione lacerata e paralizzata dalla politica così come dalle ineguaglianze sociali e razziali – e un Paese incapace di coordinare le politiche governative (fiscali, monetarie, industriali e regolatorie) in un modo coerente per raggiungere degli obiettivi nazionali”, continua Dimon, aggiungendo che “sfortunatamente, di recente, c’è molta verità in questo“.

rainews.it