Foresee Biosystems, la nuova start-up in grado di valutare farmaci più sicuri

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E’ nata Foresee Biosystems, una nuova start-up dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) in grado di valutare con maggior accuratezza la sicurezza dei farmaci prima della loro commercializzazione. La neonata azienda, grazie ad un investimento corporate di 500 mila euro, inizierà a vendere un dispositivo che permetterà di testare la potenziale tossicità sul cuore di nuovi farmaci, un aspetto critico nelle fase precliniche dello sviluppo di nuovi farmaci. Le morti a causa di effetti indesiderati sul cuore di farmaci sono centinaia di migliaia ogni anno nel mondo. Il decesso a causa di effetti collaterali di farmaci sul cuore è la quinta causa di morte negli Stati Uniti, si calcola che dal 2016 siano circa 2000 i composti (farmaci o altri prodotti) ritirati del commercio per effetti indesiderati a livello cardiaco. La tossicità cardiaca è la prima causa del ritiro di farmaci dal mercato  sia in Europa che negli Stati Uniti. La valutazione della tossicità cardiaca dei farmaci è quindi un punto fondamentale per la salute dei pazienti. Le tecniche di analisi attuali non permettono di rilevare in modo certo eventuali tossicità cardiache delle molecole durante i test preclinici e clinici, con il risultato che alcune molecole raggiungono il mercato per poi essere ritirate anni dopo. La tecnologia sviluppata da Foresee Biosystems permetterà di migliorare le procedure di rilevazione di rischi sul cuore durante le fasi di sviluppo precliniche perchè è in grado di misurare simultaneamente l’attività elettrica intracellulare di migliaia di cellule cardiache umane in vitro.
Foresee riesce, con il dispositivo sviluppato, a valutare come il cuore reagirebbe a una sostanza chimica e come questa potrebbe influenzarne la funzionalità. I metodi attualmente disponibili sul mercato sono in grado di valutare gli effetti su brevi intervalli di tempo, mentre la tecnologia Foresee consente di monitorare costantemente gli effetti sulle cellule cardiache, in vitro e quindi sul cuore, nel corso di più settimane. Il primo prodotto dell’azienda, che prevede di raggiungere il pareggio al terzo anno di attività, sarà dedicato ai centri di ricerca e verrà commercializzato entro la fine del 2021. Nei prossimi 2 anni verrà commercializzato un prodotto, con caratteristiche più avanzate, dedicato ai centri di ricerca clinica (CRO – Contract Research
Organization) e alle case farmaceutiche. Il primo prodotto sviluppato costerà circa 50mila euro ma è possibile, già da oggi, usufruire della tecnologia Foresee per il test della tossicità cardiaca dei farmaci in via di sviluppo tramite servizi di screening offerti dalla stessa Foresee.
“Siamo molto contenti – spiega Michele Dipalo, ricercatore IIT e tra i fondatori di Foresee – che la tecnologia sviluppata nei nostri laboratori potrà ora supportare le aziende farmaceutiche nello sviluppo di nuovi farmaci più sicuri e in modo più rapido. Mai come ora appare chiaro come queste caratteristiche siano fondamentali per reagire prontamente e in modo sicuro a crisi sanitarie come quella in corso”. Aggiunge Giovanni Melle CEO della start-up IIT: “Foresee biosystems progetta e commercializza prodotti e servizi che consentiranno un preciso monitoraggio della tossicità cronica su cellule cardiache di nuovi farmaci con un’affidabilità impossibile ad oggi con i metodi disponibili sul mercato”.
La tecnologia alla base della piattaforma Foresee è stata sviluppata nel contesto di un progetto di ricerca ad alto rischio finanziato dall’European Research Council (NeuroPlasmonics) a uno dei fondatori della start-up Francesco De Angelis, ricercatore IIT che assumerà il ruolo di Scientific Advisor dell’azienda.
Inoltre in seguito al brevetto depositato nel 2017 la tecnologia per il test su cellule cardiache è stata pubblicata, nel 2018, sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Nanotechnology. Nello stesso anno, l’idea alla base di Foresee si è aggiudicata il primo posto nella categoria Life Science alla competizione SMARTcup Liguria. Il dispositivo è potuto diventare un prodotto pronto ad essere introdotto nel mercato, anche grazie a un ulteriore finanziamento da parte dell’European Research Council, un grant Proof-of-Concept pensato per aiutare i ricercatori già titolari di fondi ERC a colmare il divario tra una ricerca pionieristica di laboratorio e le prime fasi della sua commercializzazione. Quest’anno Uno Sguardo Raro cambia date e si svolgerà dal 4 al 10 ottobre 2021. Scelta che lo allontana dalla Giornata delle Malattie Rare prevista nel mese di Febbraio, a cui il Festival rimane idealmente collegato, ma che consente di parlare dei temi legati alla comunità dei pazienti affetti da patologie rare, complesse, croniche ed invalidanti anche in un altro periodo dell’anno. Protagonisti di Uno Sguardo Raro, infatti, sono i cortometraggi che raccontano storie di persone extra-ordinarie per continuare a sensibilizzare il pubblico sul tema delle malattie rare attraverso il linguaggio universale e immediato del cinema.    Si definisce rara una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000. Le patologie rarissime ne colpiscono meno di una su un milione. Ma sono rare le malattie, non i pazienti. Infatti, secondo le stime, i malati sarebbero oltre il milione e mezzo in Italia e 30 milioni in Europa.    
Una giuria tecnica lavorerà alla preselezione delle opere. L’ultima parola spetterà alla giuria di qualità, formata da professionisti del cinema e della televisione insieme a membri della comunità dei malati rari, del mondo della comunicazione, della sanità e dell’Istruzione, presieduta per il terzo anno consecutivo da Gianmarco Tognazzi, che selezionerà i finalisti per ogni categoria dalla short list della giuria tecnica. “Ci auguriamo” dice Claudia Crisafio, attrice, autrice e co-fondatrice di Uno Sguardo Raro insieme a Serena Bartezzati, “che i giovani registi siano ispirati dal nostro evento ad esplorare la comunità dei rari e di chi convive con una disabilità per contribuire a creare una società più aperta ed inclusiva.”