Donato Iacovone, Presidente Webuild: “Recovery Plan rischia di essere recessivo se non inserito in un programma infrastrutturale piú ampio che coinvolga anche i privati”

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“Gli investimenti in infrastrutture in Italia sono tra i più bassi in Europa. Nel 2020 hanno rappresentato soltanto il 2,6% del Pil. Negli ultimi 6 anni sono stati investiti nel settore circa 90 miliardi, cifre che si sono via via ridotte, e oggi prevediamo di dedicare alle infrastrutture il 22% circa dei fondi del Recovery Plan. Se fosse vero, e se fossero solo questi i soldi destinati a infrastrutture, andremmo a ridurre ulteriormente gli investimenti rispetto agli anni precedenti. Mi auguro quindi che le risorse del Recovery Plan siano addizionali e non sostitutive”. Così Donato Iacovone, Presidente Webuild Group in occasione del digital-event “Glocal Economic Forum ESG89 – Logistica e Infrastrutture. L’Italia Sostenibile” – in diretta streaming il 25 marzo – organizzato da ESG89 Group, società attiva nello sviluppo di relazioni B2B.

“In un Paese che ha perso fiducia nel futuro – ha proseguito Iacovone – non è soltanto il pubblico che non investe ma anche il privato, il cui risparmio nel frattempo ha superato i 1.800 miliardi. Gli investimenti pubblici e privati complessivi raggiungono il 7,6% del Pil, con le risorse private che contribuiscono al 5%, cifra anch’essa inferiore a quanto destinato in Francia, Spagna e Germania”. Secondo Iacovone sarebbe quindi necessario creare un fondo sovrano in grado di indirizzare il grande risparmio privato in investimenti in infrastrutture, “perché è evidente che l’Italia non può contare soltanto sul sostegno pubblico. In un Paese così indebitato, e che lo sarà ancora di più dopo la pandemia, dobbiamo assolutamente convincere i fondi privati a investire in infrastrutture e a muoverci verso forme più moderne come il project financing, mai decollato in Italia perché non sono previsti incentivi adeguati”.

Iacovone ha poi ricordato quanto la presenza del Gruppo Webuild in Italia sia nettamente inferiore rispetto a quello che normalmente realizzano i peers di settore nei propri mercati domestici. “Spero che questa percentuale possa crescere con la previsione di nuovi investimenti e sblocco delle infrastrutture”. Ma prima di tutto, ha ricordato Iacovone, è necessario uscire da questa pandemia velocizzando il piano vaccinale nel Paese. “Le aziende come la nostra stanno investendo molto in termini di impegno e risorse per poter garantire la continuità operativa dei cantieri strategici per il Paese”, ha concluso.