Tedeschi : “con revisione del reddito di Cittadinanza prevedere anche reddito di residenza attiva”.

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Roma, 20 marzo 2021 – “Durante il lockdown sono stati molti i lavoratori che, con l’adozione dello smart working, conseguente alla chiusura fisica o totale degli uffici, delle regole di distanziamento sociale e dell’esigenza di stare vicino ai familiari, si sono spostati dai centri urbani verso i piccoli comuni e le zone interne. Favorendo così la riscoperta di questi luoghi, e incidendo sulla territorialità del lavoro e su una nuova disposizione del panorama abitativo e produttivo. Un fenomeno perfettamente in linea con gli obiettivi del Reddito di Residenza Attiva, da me ideato e proposto nell’autunno 2019 per incentivare gli investimenti produttivi nei piccoli comuni individuati, con meno di 2000 abitanti, in cambio di un contributo pubblico di 24 mila euro distribuito in tre anni, pari a circa 700 euro mensili. Contributo da destinarsi a chi decida di trasferirsi dall’estero o da un altro comune italiano in uno dei 106 paesi compresi nel bando. La misura, che mi vede come ideatore e promotore nella regione Molise, e che auspico verrà riproposta anche nelle altre regioni italiane, rappresenta l’incentivo idoneo in questo momento di emergenza pandemica in cui si sta ritornando a lasciare le città per le zone periferiche, e potrà garantire a chi ha già deciso di farlo, il giusto sostegno alla propria scelta. Un passo importante per il ripopolamento e la rinascita delle aree interne e dei piccoli Comuni del nostro territorio, anche sulla linea della rivoluzione green e della digitalizzazione indicate come obiettivo dei fondi europei messi a disposizione del nostro Paese. E che proprio per questo sarebbe opportuno inserire nel nuovo Decreto Sostegni, approvato oggi in Consiglio dei Ministri, che ha visto anche la proroga e l’introduzione della rimodulazione del Reddito di Cittadinanza. Un miliardo di euro è stato messo a disposizione del reddito per poter fronteggiare l’aumento della povertà e quindi dei futuri beneficiari dello stesso che, come rilevato dagli utlimi dati ISTAT, ha registrato nel 2020 il picco più alto dal 2005: il 9,4% degli italiani, pari a circa 5,6 milioni di persone e 300 mila famiglie, vive infatti sotto la soglia di povertà. Circa 1 milione di persone in più rispetto al 2019, distribuite nella maggior parte dei casi al Sud. Obiettivo della revisione quello di trasformare il Reddito di Cittadinanza da misura assistenzialista a opportunità per la formazione, e per l’individuazione di un impiego adatto alle proprie competenze, secondo le linee dettate dal Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che dividerebbero i percettori del reddito in due categorie: famiglie in cui sono presenti, o non sono, persone potenzialmente occupabili. Sarà un comitato di valutazione, appositamente nominato, a valutare l’impatto della misura sul mondo del lavoro e decidere le azioni da intraprendere.” – Così il Segretario di Periferia Italia, Antonio Tedeschi, commentando il Dl Sostegni, approvato ieri in Consiglio dei Ministri e spiegato in conferenza stampa dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi.