Scorte, il piano del Viminale: via una su tre

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Ci hanno provato in tanti, ma Salvini promette di riuscirci. Nella diretta Facebook dedicata all’apertura della busta arrivata dalla procura di Catania con la richiesta di non procedere nei suoi confronti per il caso Diciotti, ha annunciato che ridurrà le scorte che proteggono politici ed esponenti pubblici italiani: l’obiettivo è scendere del trenta per cento rispetto agli attuali 574 scortati che impiegano circa 2.500 uomini del Dipartimento di pubblica sicurezza, tra i 2100 che seguono le persone sotto protezione notte e giorno e i più di 300 che sono invece a protezione di obiettivi fissi.

I NUOVI CRITERI
Gli scortati in Italia sono tanti e scorrendo l’elenco viene il dubbio che non c’entri solo la presenza della criminalità organizzata. A fronte dei quasi seicento italiani, la Francia ne protegge 165, la Germania 40 e la Gran Bretagna 20. Dopo l’assassinio di Marco Biagi, nel 2002 (che a lungo aveva chiesto, inascoltato, di essere protetto) la valutazione è affidata all’Ufficio centrale interforze per la Pubblica sicurezza, un organismo che ha compiti di gestione complessiva dell’apparato attraverso «la raccolta e l’analisi coordinata delle informazioni relative alle situazioni personali di rischio», dice la normativa, descrivendo un organismo che serve ad aiutare il ministro, massima autorità nazionale in materia di pubblica sicurezza, a fare la scelta giusta. L’idea di Matteo Salvini è di formalizzare meglio i criteri di decisione, fissando categorie di rischio rigide attraverso le quali valutare le protezioni attualmente concesse, per tipologie di persone e tipologia di luoghi frequentati, e soppesare se tutte corrispondano ad una reale situazione di pericolo. Il progetto sarà descritto al comitato ordine pubblico e sicurezza del 9 novembre, quando si discuterà anche di «occupazioni abusive, sgomberi di palazzi occupati a Roma e non solo», ha annunciato Salvini: «Sulle scorte bisognerà mettere un pochino di ordine – ha detto il ministro via Facebook – perché ci sono 2500 uomini che scortano centinaia di persone e che, invece, possono servire sul territorio. Non è il ministro che decide chi si e chi no, non è una scelta politica, ci sono organismi scientifici e tecnici per farlo, ma il ministro può dare indicazioni, quindi andiamo a verificare uomo per uomo e donna per donna chi ha diritto alla protezione».

GLI SCORTATI IN BILICO
Il pensiero va allo scrittore Roberto Saviano, che si è occupato più volte degli interessi della camorra casalese. Ha più volte attaccato il leader leghista che a giugno ha annunciato di voler rivalutare la sua protezione – «saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, perché mi pare che passi molto tempo all’estero», aveva detto. Ma nell’elenco degli scortati, con diversi livelli di intensità, ci sono anche parecchi politici, 74 tra nazionali e locali, oltre a 267 magistrati, 36 imprenditori, 33 dirigenti pubblici e 164 esponenti della società civile, tra i quali diversi giornalisti.

Sara Meneafra, Ilmessaggero.it