M5S, elogi all’avvocato Lorenzo Borré, ma è solo per schivare le querele

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«La competenza professionale di chi ha redatto il ricorso per le regionarie siciliane è fuor di discussione». Una frase sibillina comparsa in tarda serata sulle bacheche Facebook di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista intasate di messaggi elettorali per le Regionali della Sicilia. Che significa? hanno chiesto gli attivisti disorientati. Chi ha redatto il ricorso per le regionarie siciliane è Lorenzo Borré, il legale che con i suoi ricorsi contro le espulsioni, le sospensioni, gli statuti M5S votati online, e appunto il ricorso contro le regionarie siciliane si è distinto ormai da un paio d’anni come spina nel fianco del Movimento 5 stelle perché è riuscito a contrastare la loro selva di regolamenti in punta di diritto. Ecco perché anche i big pentastellati sono ora costretti a riconoscergli l’onore delle armi. Onestà intellettuale? Più che altro qui è un probabilissimo timore della querela che il legale romano aveva annunciato contro Di Maio and Co. che in passato avevano usato nei suoi confronti parole molto meno lusinghiere.
Quando scoppiò il caso Cassimatis, la militante M5S che aveva vinto le primarie online di Genova ed era stata bocciata da Grillo che le aveva preferito il secondo classificato Luca Pirondini, poi anche quando la consigliera capitolina Cristina Grancio era stata sospesa per aver palesato i suoi dubbi sul nuovo stadio della Roma (e quindi aveva esercitato le sue prerogative di eletta), e infine quando Mauro Giulivi non aveva potuto prendere parte alla selezione online per le candidature in Sicilia, tutti e tre si erano rivolti come ultima spiaggia all’avvocato Borré per vedersi riconosciuti dei diritti di iscritti M5S che ritenevano lesi. Come ultima spiaggia, perché una volta sanzionati dal Movimento 5 stelle non hanno mai avuto modo di confrontarsi con i vertici pentastellati o con i probi viri. In quella circostanza Luigi Di Maio e gli altri avevano detto che «volevano fermare il Movimento con ricorsi da azzeccagarbugli». Borré non gliela lasciò passare e minacciò querela salvo poi sentirsi dire che «Non ce l’avevano con lui». Ma carta canta, anzi social canta.
Per evitare la denuncia per diffamazione Luigi Di Maio ha dovuto scrivere le sue pubbliche scuse a Borré con questo post riconoscendogli le competenze. E quindi rimangiandosi l’insulto, “azzeccagarbugli” utilizzato in precedenza. E così gli altri. Sotto ai post si è scatenata una ridda di commenti di attivisti (non tutti resi visibili), diversi a favore dell’avvocato. Come questo: «Vabbé giustizia è fatta (quella vera, non quella millantata da voi) vi ha costretto ad ammettere le vostre responsabilità. Ma anche di fronte a questo obbligo di legge riuscite a schivare il colpo da bravi volponi. Complimenti a Lorenzo Borré per il risultato ottenuto!» Oppure: «Fare i giochini del marketing: chiedere scusa a Borré senza nominarlo e poi postare quei sei sette otto video per evitare che qualcuno se ne accorga», «Vengono cancellati i commenti – si accorge Marina – Come mai?». E Dino: «Lorenzo Borré è un grande avvocato, una persona per bene e che soprattutto conosce il fatto suo. é un ex attivista ed una enorme perdita per il M5S. Al di là di tutto potrebbe aiutare il Movimento a sanare le falle giuridiche del proprio non Statuto. Ha fatto il proprio lavoro fermo restando che dissento profondamente dall’operato dei ricorsisti (che senso ha portare in tribunale Il Movimento con il quale non vuoi candidarti?)».
E infine c’è anche chi tante domande non se le pone e a chi si chiede perché il palermitano Mauro Giulivi sia stato escluso dalla Regionarie siciliane (il motivo ufficiale è che non ha firmato il codice etico) quando ci sono esponenti come Chiara Appendino che non hanno avuto bisogno di firmare alcun contratto M5S, risponde: «A te cosa ti frega ? sei l’avvocato di giulivi fatti i fatti tuoi che campi 100 anni».

Il Messaggero

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