Sbarca in Italia la prima Big Pharma cinese

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E’ la prima multinazionale farmaceutica cinese ad aver ottenuto l’autorizzazione alla vendita dei propri farmaci sul mercato europeo. E’ leader nella produzione mondiale di eparine. Pronta a investire 25 milioni di dollari nei prossimi tre anni, punta a un mercto da 1 miliardo

Arriva in Italia la prima Big Pharma cinese. Un nome nell’industria farmaceutica globale: Techdow Pharma, questo il nome, è leader mondiale nella produzione di eparine (anticoagulanti) e la prima multinazionale orientale ad aver ottenuto l’autorizzazione alla vendita dei propri farmaci sul mercato europeo, oltre a conquistare le certificazioni di best practice, in un mercato dove sicurezza del prodotto e responsabilità sono tutto. Già approdata in Gran Bretagna, Germania e Polonia, ora si appresta a lanciare anche nel nostro Paese il primo biosimiliare dell’enoxaparina sodica, l’anticoagulante più utilizzato in numerose malattie tromboemboliche. Un farmaco che fino a oggi sul mercato veniva venduto da altre grandi multinazionali come Sanofi.

Il suo quartier generale verrà aperto ad Assago i primi di novembre. Venti persone in tutto, ma destinate ad aumentare. Nella ricerca in primo luogo. Per ora l’obiettvo è commercializzare il prodotto e a prezzi inferiori rispetto alle altre Big Pharma, che acquistano da lei la “base” dei farmaci. L’arrivo di Techdow avrà una ricaduta anche sui costi del servizio sanitario nazionale, perché portare il biosimilare è un po’ come portare il generico. L’arrivo in Italia vuol dire anche mettere un piede in Europa che, con un valore di oltre un miliardo di euro, rappresenta il 63% delle vendite mondiali di enoxaparina.

L’Italia fa la sua parte con circa 250 milioni e per la multinazionale cinese è un Paese di approdo tra i più importanti. “Ma puntiamo anche sulla ricerca – spiega a Repubblica il prossimo ad di Techdow, Giorgio Foresti, un passato nell’industria farmaceutica – l’idea è trovare opportunità in Italia anche nel settore della ricerca. Sviluppare collaborazioni con le università, rilevare start up o piccole ziende che vogliano crescere. D’altra parte tutto il nostro processo di ricerca e produzione in Cina viene fatto con macchine di produzione italiana. E i cinesi vogliono gli italiani anche per le loro abilità”.

Fondata nel 2004, Techdow è parte della holding Hepalink, solido gruppo industriale con 20 anni di storia e votato all’innovazione e all’impegno in ricerca e sviluppo, da quando è stato quotato alla Borsa di Shenzen nel 2010. In Europa l’azienda ha già proprie strutture per il marketing e le vendite. Ora punta a conquistare con la sua enoxaparina una market share superiore al 30%, a 3 anni dal lancio, per raggiungere il 50% entro i primi 5 anni.Anche in Italia gli obiettivi di crescita sono molto ambiziosi: acquisire nel 2018 almeno il 12-15% del mercato del principio attivo, contribuendo a generare risparmi che, secondo le previsioni potrebbero arrivare a quasi 27 milioni di euro nei primi 3 anni.

“Techdow si propone come partner di medici, Regioni e pazienti, per una scelta sostenibile”, aggiunge Giorgio Foresti perché nel nostro Paese, l’azienda non vede solo un ulteriore sbocco alla vendita, ma una piazza strategica per implementare un percorso di investimenti crescenti. Parliamo di circa 5 milioni di euro nel 2018; 8 nel 2019 per arrivare a 12 nel 2020. A questo si aggiunge l’interesse per il patrimonio di competenze e know-how rappresentato dal comparto farmaceutico italiano, in un’ottica di future acquisizioni”. Che la ricerca sia diventando il suo core business lo dimostrano anche le acquisizioni fatte ultimamente, due negli Stati Uniti e una in Gran Bretagna.

Oltre all’impegno in R&D e nello sviluppo di sistemi di garanzia della qualità, Techdow si caratterizza per un’eccellente capacità di industrializzazione e per l’utilizzo di tecnologie produttive all’avanguardia, basate sull’impiego di macchinari made in Italy per il confezionamento ad alta velocità delle siringhe pre-riempite. Nata a Shenzhen, la quotazione di Borsa della Holding è di 2,5 miliardi di dollari, mentre il fatturato di Tecdow raggiunge i 250 milioni. Ma quello dei biofarmaci equivalenti è un mercato in continua crescita.

Barbara Ardù, Repubblica.it

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