I medici vivono nella paura delle cause

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Ritorneranno medici capaci di diagnosi a prima vista? Cesare Lanza ci scommette. Ha vinto! Ci sono già ma, come è sempre stato, sono rari. Forse alla semeiotica si dà meno importanza nella formazione medica rispetto al passato, grazie anche alla disponibilità delle moderne apparecchiature diagnostiche. Impossibile rinunciarvi, ma andrebbero utilizzate in modo razionale. Ci accontenteremmo oggi della diagnosi di bronchite cronica con la semplice osservazione delle unghie delle mani «a vetrino di orologio»? No, eppure lo stesso Lanza, senza essere medico, ha potuto ipotizzare un tumore a suo padre dal colorito cinereo del viso. Merito dell’essere «cresciuto in un ambiente in cui si parlava di continuo di clinica medica» avendo avuto in famiglia ben quattro grandi medici.
Ho avuto la fortuna di un grande chirurgo per maestro e dei suoi insegnamenti non solo professionali, io, figlio di u n agricoltore e cresciuto in campagna. In Italia ci sono moltissimi bravi medici. Purtroppo sono troppo a rischio di finire sul banco degli accusati: per aver prescritto troppi esami costosi, troppi farmaci, troppi parti cesarei e via dicendo, ma se qualcosa va male anche per l’esatto contrario. Il che li pone sulla difensiva e toglie serenità nel lavoro. Per motivi politici e a causa di provvedimenti legislativi, nel tentativo di tacitare le coscienze si è modificato perfino il giuramento di Ippocrate da cui è scomparsa la parola aborto. Speriamo che non vi compaia quella di eutanasia.

Giuseppe Zanaboni, La Verità

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