“L’ offerta va qualificata è un presidio di legalità rischioso non tutelarlo”

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“Ridurre le macchinette può aiutare a migliorare il sistema, ma espellerle significherebbe lasciare spazio alla malavita” sostiene Fabio Cairoli AD di Lottomatica.
“Servono regole certe. Lo sviluppo delle singole norme territoriali indebolisce questo principio di base”.

fabio-cairoliLo stato chiamato alla più complessa riorganizzazione dell’industria del gioco degli ultimi vent’anni, l’opinione pubblica sopraffatta da polemiche legate a slogan di lotta all’eccesso di offerta di gioco e in mezzo un’industria del gaming che non riesce a pianificare in modo concreto il suo futuro.
Fabio Cairoli, amministratore delegato di Lottomatica, la più articolata azienda di settore del mondo, prova a tracciare il percorso che attende il comparto nell’immediato futuro senza mai dimenticare gli strappi sempre più violenti prodotti dalla politica che amministra centri più o meno piccoli e che oggi viaggia in modo del tutto autonomo in tema di regolamentazione del gioco.
Ancora in predicato un accordo in Conferenza Unificata, si parla di una riduzione del 30/35% delle slot (circa 133mila macchine), partendo dai cosiddetti esercizi generalisti secondari come edicole e ristoranti, fino ai tabaccai.
«Un settore come questo ha bisogno di regole certe e invece la proliferazione di singole norme territoriali sta fortemente indebolendo questo principio. Noi siamo favorevoli ad una riduzione dell’offerta di slot, mantenendo però un corretto presidio territoriale dell’offerta legale come sintesi di tutela dello stato, dei giocatori e degli attori dell’industria. Serve un accordo in cui tutte le parti in causa siano onestamente convinte di queste tre finalità. Qualunque riforma “espulsiva” a prescindere dai tempi attuativi produrrebbe invece danni sociali che solo un approccio ipocrita sceglierebbe di non considerare».
Il Governo, oltre alla contrazione dei punti vendita, è anche al lavoro per un innalzamento dei loro standard qualitativi in un’ottica di contrasto alla ludopatia.
«Da sempre riteniamo che il livello qualitativo della regolamentazione e dell’offerta siano uno strumento efficace di promozione del gioco responsabile e di tutela dei giocatori. Abbiamo interpretato in questo senso la volontà espressa lo scorso anno per una significativa evoluzione del parco delle cosiddette slot Awp, in quanto pensiamo che se ben regolamentate tecnicamente possano raggiungere soprattutto tre diversi obiettivi virtuosi: una maggiore sicurezza dell’offerta, una più efficace tutela dei giocatori rispetto alle loro modalità di gioco e un effettivo miglioramento della filiera industriale».
Oltre al contingentamento, c’è poi il tema delle distanze e dei limiti orari.
«L’attuale approccio tra orari, distanze e ipotesi di eliminazione complessiva dal canale generalista (bar e tabaccai) è nei fatti un approccio proibizionista. L’effetto sarebbe solamente quello di espellere l’offerta legale e di rimettere i giocatori nelle mani dell’offerta illegale. L’offerta di slot è eccessiva, ma la razionalizzazione deve essere fatta non a discapito di un adeguato presidio di legalità. Non credo sia corretto far passare il messaggio che limitando distanze e orari si riesca a reprimere la ludopatia, perché è un messaggio sbagliato. Scarica le responsabilità sull’intero settore creando, in realtà, un vuoto all’interno del perimetro dell’offerta legale che inevitabilmente verrà riempito da qualcos’altro, sicuramente meno trasparente e controllabile, con buona pace della difesa dei giocatori».
Il mercato dei giochi in Italia poggia su un modello regolatorio che è paradossalmente più apprezzato all’estero, dove viene imitato e replicato.
«All’estero molti paesi stanno progressivamente affrontando lo stesso tema che l’Italia ha affrontato nei primi anni 2000, regolamentando segmenti dell’offerta di gioco con il duplice obiettivo di tutelare i giocatori che si rivolgerebbero comunque ai canali non autorizzati senza le relative tutele, e al tempo stesso dirottare risorse dai bilanci delle organizzazioni illegali a quelli dello Stato. Avendo l’Italia deciso di legalizzare e regolamentare il settore, è ovvio che altri paesi osservino con interesse un modello che ha dato risultati innegabili. Insomma per una volta abbiamo un posizionamento di eccellenza e non di “cenerentola”».
Eppure a leggere le posizioni dei più critici nei confronti del comparto, tra slot e gioco online sembra che siano pressoché terra di nessuno.
«Esiste molta disinformazione su questo settore, come anche di recente ha sottolineato il vice direttore dell’Agenzia Dogane e Monopoli, Alessandro Aronica. Slot e online sono fortemente regolamentati, presidiati dai Monopoli, Sogei e attori della filiera tutti certificati ed autorizzati ad operare. Ogni slot legale è collegata ai sistemi del Concessionario e dell’amministrazione; i giocatori on line seguono un iter di apertura di un conto gioco tra i più stringenti al mondo, che garantisce massima trasparenza e rispetto di tutte le normative vigenti».
Si è parlato spesso della “destinazione di scopo” ma l’Italia sembra distante da un simile approccio al gioco risultato invece vincente nel resto del mondo.
«In quasi tutti i paesi dove il gioco è legalizzato la destinazione di scopo è una realtà affermata che dà ottimi risultati. Si pensi all’esempio dell’Inghilterra o degli Stati Uniti dove i proventi delle lotterie sono impiegati per realizzare progetti sociali molto importanti nei campi dell’istruzione, sanità, welfare e sport. In Italia, un esempio è la legge del 1996, dove una parte degli utili erariali derivanti dal Lotto è stata destinata alla tutela e promozione del patrimonio artistico e culturale del nostro paese, con oltre 1 miliardo e 800 milioni di euro che dal 1997 ad oggi sono stati utilizzati per progetti culturali e di recupero di oltre 600 monumenti. Nel nostro paese spesso si attacca a priori il gioco legale ipotizzandone la cancellazione per ricercare facili consensi, mentre in molti altri paesi, seppure con le medesime attenzioni che un prodotto così socialmente sensibile richiede, lo si considera una risorsa al servizio di progetti di pubblico interesse».
Lottomatica si è aggiudicata per altri nove anni la gestione del Gioco del Lotto. Quante e quali innovazioni ci possiamo aspettare da un gioco secolare?
«Il Lotto per noi è un asset con un altissimo valore strategico e simbolico: è una delle più importanti concessioni che abbiamo nel mondo e ha dato il nome alla nostra azienda. Come tutti i giochi ha bisogno di innovazione costante affinché la concessione che ci è stata affidata sia continuamente valorizzata. Un primo importante intervento interesserà la rete tecnologica che sarà completamente rinnovata con dotazioni all’avanguardia; punteremo inoltre su nuovi prodotti e servizi, cogliendo le opportunità esistenti in termini di convergenza tra canale terrestre e digitale, per migliorare l’esperienza di gioco dei nostri clienti e la qualità dell’offerta dei punti vendita. Per fare tutto questo prevediamo, come già comunicato, un investimento complessivo di circa 130milioni di euro».
Lei è stato da poco confermato nel comitato esecutivo della World lottery association. Che ruolo potrà avere questa associazione nello sviluppo del settore nel mondo?
«La Wla focalizza l’attenzione sulla ricerca continua e sulla condivisione di standard e linee guida in aree chiave per il settore quali il gioco responsabile, la sicurezza e la lotta al match fixing e in questi tre ambiti può rappresentare sicuramente uno stimolo importante. Lottomatica ad esempio già aderisce a tutti gli standard internazionali promossi da Wla in tema di Gioco Responsabile. Ma, come dicevo, potrebbe offrire spunti anche per estendere il meccanismo della destinazione di scopo e aiutare a comprendere come le lotterie nazionali di molti paesi siano considerate dai rispettivi governi dei partner attraverso i quali realizzare progetti utili per i cittadini».(g.mor.)

AFFARI E FINANZA

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