Lettera a mio figlio. Sul palcoscenico della vita

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fazzalari_delzioL’emozione di chi ti circondava l’hai colta subito. La gioia incontenibile, l’amore infinito, il desiderio spasmodico di guardarti e di toccarti come se fossi un essere unico. Tu non sapevi ancora dov’eri, ma avevi già chiaro d’aver provocato qualcosa di tuo in un mondo nuovo. E d’aver già conquistato in quel mondo un tuo spazio: un palcoscenico sul quale mettere in scena il meglio e il peggio di te, purché lo show non si fermasse mai. Poi hai iniziato a piangere per sollecitare cibo e attenzione, e sei stato accontentato sempre e con velocità istantanea. Scoperta “vitale”: da allora hai iniziato a chiedere tutto e subito, con la stessa cupidigia con cui assaltavi le mammelle di tua madre e la stessa soddisfazione che ti dava quel latte, perché non sapendo quanto potesse mai durare quella nuova avventura hai intuito che fosse meglio cogliere l’attimo.
Sarà così, probabilmente, per tutta la tua vita. Sarai impaziente di assaggiare il mondo, perché ora è anche il tuo mondo, e non ti fermerai certo di fronte alle facce stanche dei tuoi genitori o ai dinieghi di chiunque capiterà sulla tua strada. Inizierai a misurare la tua forza sulla capacita di prendere, e di affermare la tua volontà rispetto agli altri. Tutto ciò che vedrai e leggerai, tutti gli esempi che troverai sulla tua via ti spingeranno a coltivare il tuo ego, inseguendo l’idea che questo strano mondo è come un gigantesco supermercato in cui puoi scegliere e comprare tutto ciò che desideri. Senza limiti, senza remore. E penserai che in fondo dare è solo una forma mascherata di debolezza, l’attitudine dei perdenti e degli ultimi.
Poi succederà qualcosa di imprevisto e di magico. Qualcuno o qualcosa ti donerà l’idea che il tuo amore possa generare qualcosa di più duraturo, che sopravvive alla tua esistenza e che supera perfino la tua voglia di affermazione e di gloria. E che quel palcoscenico iniziale, in fondo, è più emozionante condividerlo che calcarlo da solo.

Appendiamo qui, con discrezione, un allegro «fiocco azzurro». Alle prime ore dello scorso 27 settembre è infatti nato Leonardo, primogenito di Giada Fazzalari e del nostro collaboratore e rubricista Francesco Delzio. Al piccolo, alla mamma, al papà e ai felicissimi nonni il benvenuto e gli auguri più caldi di tutta la famiglia di “Avvenire”.

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