Arriva anche Sconcerti: la Rai targata Renzi ha assunto 24 esterni

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viale mazzini-raiTra una settimana esatta i vertici della Rai si presenteranno davanti al consiglio dell’Anticorruzione per convincerli che la raffica di assunzioni esterne fatte negli ultimi mesi non viola i limiti previsti per le società pubbliche, ma è tutto a norma di legge. All’ultimo piano di viale Mazzini devono esserne più che certi perché, nel frattempo, vanno avanti come niente fosse a reclutare professionisti esterni con retribuzioni anche sopra i 250mila euro, mentre i vecchi manager rimossi attendono in «aspettativa retribuita» oppure hanno già lasciato l’azienda a suon di centinaia di migliaia di euro di «incentivo all’esodo». Milioni che escono, tra nuovi e vecchi contratti, tanto nel 2016 la Rai non avrà problemi di bilancio: le casse saranno riempite da un extra-gettito di mezzo miliardo di euro grazie al trucco del canone inserito nella bolletta elettrica, una manna dal cielo per viale Mazzini. Perciò alè, porte aperte ad altri nuovi assunti da Campo Dall’Orto, il dg che ha bruciato ogni record nel ricorso a dirigenti esterni, già più di venti in meno di un anno. E che oggi torna in Vigilanza Rai, insieme alla presidente Monica Maggioni, per dare spiegazioni sui 94 stipendi oltre i 200mila euro, in barba a tutti i tetti.

Gli ultimi assunti sono stati Paolo Galletti, nuovo responsabile Risorse umane, preso da Accenture a 360mila euro l’anno, e il giornalista Gianluca Semprini assunto – per condurre Ballarò – come caporedattore a tempo indeterminato a RaiNews24, da Sky. Sempre dal satellite arriverà il prossimo acquisto, l’opinionista sportivo Mario Sconcerti, anche lui con un super-ingaggio (si dice poco sotto i 200mila euro), per aggiungersi alla già corposa redazione di RaiSport (cinque vicedirettori, tra cui Alessandro Zucca che prende 239mila euro) guidata, of course, da un altro esterno, l’ex Vanity Fair Gabriele Romagnoli (230mila euro, più il premio del 13% annuo). Ma il direttore generale vorrebbe portare in Rai anche altri volti da Sky, dopo aver già saccheggiato Discovery e Mtv.

Nuovi conduttori, nuovi direttori di testata, e nuovi manager apicali, tanto c’è il canone in bolletta. A proposito, c’è da riempire una casella molto delicata, quella del direttore internal auditing e responsabile Anticorruzione Rai, lasciato vacante da Gianfranco Cariola, poltrona da 350mila euro di stipendio. Anche qui, tanto per cambiare, si parla di un altro arrivo da fuori: il nome sarebbe quello della statunitense Carolyn Dittmeier, già responsabile internal audit di Poste Italiane, ora in Generali.

Troppi direttori esterni? No, anzi, si pensa di creare nuove direzioni, con tutte le poltrone connesse. L’idea è quella di trasformare in una testata autonoma Rainews.it, il sito internet ora dipendente dalla direzione del canale all news della Rai, e affidarlo a uno dei «Verdelli boys», i vice del supervisore unico dell’informazione Rai Carlo Verdelli (esterno), cioè Diego Antonelli, assunto dall’Ansa. Saremmo così a 11 direzioni giornalistiche, con direttori, vicedirettori e altrettanti super stipendi che se ne infischiano del tetto a 240mila euro, aggirato con lo stratagemma dell’emissione di bond. Per non parlare della «Security» Rai, ormai a livelli della Cia o del Mossad, a giudicare dagli ultimi ordini di servizio. La direzione «Security e Safety» della Rai, affidata all’ex militare francese Genséric Cantournet, ex Telecom, prevede infatti da disposizione di Campo Dall’Orto del 18 luglio scorso ben otto responsabili di settori, dall’«International security» (il vicedirettore Alessandra Paradisi) al «Chief Information Security Officer» Andrea Assenza, al nuovo esperto di «Servizio Sanitario Aziendale» Paolo Bianco, anche lui vicedirettore Security Rai. Un’azienda dov’è tutto sotto controllo. Tranne la spesa per le assunzioni.

Il Giornale