Nuvola rosa, mille giovani donne che amano scienza e tecnologia

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Presentata la quarta edizione: protagoniste donne appassionate di scienza, tecnologia, ingegneristica, matematica, dal 17 ai 24 anni, italiane e straniere. Oltre 100 appuntamenti di formazione gratuita, focalizzati sulle discipline STEM, si terranno presso quattro atenei del sud

Nuvola Rosa - donne - scienza - tecnologia - matematica“Ho costruito un cancello e mi sto dedicando al mio primo sito Internet”. O anche: “Ho assemblato il mio primo computer e ho trovato il modo di aprire il frigo a distanza, coi mattoncini Lego”. Sono ragazzine che non hanno paura di esser prese in giro solo perché amano la scienza e la tecnologia, quelle cui si rivolge Nuvola Rosa, progetto globale di formazione, organizzato da Microsoft, in collaborazione con Accenture, ASUS, Avanade e Aviva, la cui quarta edizione italiana è stata presentata giovedì mattina a Roma, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nuvola Rosa, che avrà luogo dal 9 al 13 maggio 2016, è un evento dedicato alle DigiGirlz, ragazze e bambine che amano le materie racchiuse nell’acronimo STEM – scienza, tecnologia, ingegneristica, matematica – come Jenny, Alyssa, Courtney, le piccole protagoniste della campagna video che accompagna la presentazione del progetto. Tomboy, ovvero maschiacci, solo per chi le guarda attraverso la lente degli stereotipi di genere. Ragazze che vogliono fare strada, secondo lo slogan dell’iniziativa.
Nuvola, ‘piccole donne’ che sognano scienza e tecnologia
Nuvola Rosa, dal 2013 – con la sua prima edizione fiorentina, seguita da quelle di Roma, nel 2014, e di Milano, nel 2015 – ha un ben preciso obiettivo, quello di aiutare le giovani italiane a superare il gap di genere nelle carriere in ambito scientifico. Con il supporto della Fondazione Mondo Digitale, la media partnership di RTL 102.5, il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità e dalla United States Mission to Italy e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, Nuvola Rosa per questa sua quarta edizione muta pelle e si trasforma in un tour che tocca il Sud e l’Italia insulare. Oltre 100 appuntamenti di formazione gratuita, focalizzati sulle discipline STEM, si terranno presso quattro atenei partner dell’iniziativa: il Politecnico di Bari, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e l’Università di Cagliari.
Le partecipanti – se ne prevedono circa 1000 che potranno iscriversi ai momenti formativi a partire da oggi, utilizzando la scheda iscrizione disponibile sul sito www.nuvolarosa.eu – saranno giovani donne, italiane e straniere, dai 17 ai 24 anni, interessate ad apprendere competenze tanto in ambiti tecnici, come il coding o lo sviluppo e la programmazione di app, quanto nell’ambito creativo legato allo storytelling multimediale e alla creazione della brand identity o anche del self branding, la capacità di gestire la propria presenza social come se si trattasse di un marchio di fabbrica.
Non una semplice hackathon al femminile, insomma, ma una serie di workshop, tavole rotonde, Pink Hackathon, momenti di networking e incontri di lavoro con le aziende organizzatrici, per offrire alle partecipanti reali opportunità di lavoro in ambito STEM. Se, infatti – secondo i dati raccolti da Microsoft – a 7 bambine su 10 interessa la scienza, solo 2 su 10 si dedicano, da adulte, ad una carriera in ambito scientifico. “Secondo la Commissione europea, tra il 2013 e il 2025 in Europa si stima che siano circa 2 milioni e 300mila i posti di lavoro disponibili nel campo delle scienze e dell’ingegneria, ma perfino noi stessi troviamo grosse difficoltà a reperire risorse femminili con competenze in questi ambiti”, ha ricordato Carlo Purassanta, Amministratore Delegato di Microsoft Italia nel corso dell’evento di presentazione di Nuvola Rosa. Come dire: l’ambito STEM è la terra delle infinite possibilità per donne che vogliano lavorarci, ma bisogna colmare il gap di genere che affligge il settore.
“Eppure la diversità di genere contribuisce alla creatività, all’innovazione e in generale ai risultati in azienda. In Microsoft ne siamo fermamente convinti”, spiega Purassanta. È per questo che l’azienda, a partire dallo scorso 8 marzo, ha lanciato una campagna globale, tuttora in corso, il cui slogan e hashtag è #MakeWathsNext – “realizza ciò che ancora deve accadere, il futuro” – il cui obiettivo è abbattere la barriera di genere in ambito STEM, coinvolgendo 27 Paesi con 43 eventi, volti a formare e ispirare 7000 giovani donne, avvicinandole alle discipline tecnico scientifiche. Un obiettivo ambizioso, se pensiamo che “le discipline STEM sono sempre state la base rivoluzionaria della società moderna”, come ha ricordato Andrea Galbiati, Country Manager di ASUSTeK Italy. La rivoluzione tecnologica, insomma, non deve diventare l’ennesima occasione mancata per la forza lavoro femminile: “La drammatica carenza di donne in entrata e in uscita dai corsi di studio tecnico-scientifici è, purtroppo, uno dei problemi più gravi per l’intera industria italiana”, ha commentato Mauro Meanti, Amministratore Delegato di Avanade, nel ribadire l’impegno a supportare l’iniziativa, affinché – come ha aggiunto Andrea Amadei, Chief Operating Officer & Retail Director di Aviva Italia – “la formazione in materia di scienza e tecnologia, possa colmare il “gender gap” che purtroppo ancora esiste nei settori STEM delle aziende”.
Insomma, “lavorare per il raggiungimento delle pari opportunità nel settore scientifico e tecnologico, attraverso il ruolo chiave di scuola e territorio, significa valorizzare il ruolo delle donne nel mercato del lavoro”, come ha chiarito Mirta Michilli, Direttore Generale di Fondazione Mondo Digitale, a conclusione della presentazione di Nuvola Rosa. E chissà che fra le partecipanti al tour rosa non ci sia una nuova Ada Lovelace, colei cui dobbiamo l’invenzione degli algoritmi che ogni giorno utilizziamo da utenti dei social network. O una nuova Yvonne Brill, cui dobbiamo gli studi in materia di propulsione spaziale. Forse saranno le piccole Jenny e Alyssa a portarci nel futuro, grazie alla scienza.

di CRISTINA CUCCINIELLO, La Repubblica