Mondadori, a tutto libri e digitale

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L’a.d. Mauri: svolta nel 2016 tra ricavi stabili e acquisizioni

logo-mondadori-fb1Mondadori si mette al lavoro sulle sue aree strategiche: libri e digitale. E il suo a.d. Ernesto Mauri pone subito gli obiettivi in entrambi i settori: selezionare i titoli in uscita di Rcs Libri per «migliorarne la marginalità fino a portarla al 15% a livello di gruppo (oggi al 6% e al 13% per Mondadori Libri)» e poi procedere nella trattativa con Banzai per l’acquisizione di alcuni siti verticali, «trattativa per cui a oggi non ci sono problematiche particolari», e così «diventare immediatamente leader nel digitale. Il digitale è la continuità, il futuro dei periodici». A margine dell’assemblea del gruppo presieduto da Marina Berlusconi, dopo l’approvazione dei conti 2015 archiviati con un utile di 6,4 milioni di euro (dai precedenti 0,6 milioni), Mauri ha precisato ieri che il primo trimestre di quest’anno ha registrato andamenti positivi proprio sul fronte dei libri, tre mesi «particolarmente buoni», e su quello della pubblicità digitale su del 10% contro un calo del 4%, in linea col mercato, per le inserzioni cartacee (in tutto la pubblicità vale circa il 6% del fatturato del gruppo). Per la fine del 2016 «stimiamo ricavi stabili dopo parecchi anni di flessione a parità di perimetro. Poi avremo le acquisizioni. Per noi sarà un anno di svolta, avremo margini superiori». In particolare sul segmento libri, Mondadori ha perfezionato con Rizzoli l’acquisizione di Rcs Libri, ha ricevuto le autorizzazioni di Antitrust e Agcom e adesso, come richiesto dal garante del mercato e della concorrenza, tratta per la cessione di Bompiani e Marsilio. Ma, assicura Mauri, «nel 2016 il contributo di Rcs Libri (con in portafoglio tra gli altri Bur, Sonzogno, Etas, ndr) sarà superiore rispetto ai risultati del 2015, anche al netto della vendita di Marsilio e Bompiani. Applicheremo la stessa politica seguita per Mondadori Libri, dove abbiamo ridotto il numero dei titoli pubblicati di circa il 15%, scendendo da 2 mila a 1.750. Strategia che ha portato buoni frutti sia nell’ultimo trimestre 2015 sia nel primo trimestre 2016. Noi», ha sottolineato l’a.d., «guardiamo alla marginalità e non alla quota di mercato». Per la quota al 94,71% in Marsilio e il ramo d’azienda di Bompiani, le offerte sono arrivate anche dall’estero, sia da gruppi europei, «ma non dalla Francia», sia da Oltreoceano. «Abbiamo ricevuto molte manifestazioni di interesse da parte della maggior parte degli operatori di libri, soprattutto per Bompiani», ha spiegato sempre Mauri. «Non abbiamo aperto nessuna discussione, perché non potevamo prima del closing, che c’è stato giovedì. Adesso quindi inizieremo a vagliare le offerte». L’editrice di Segrate ha sei mesi per vendere Marsilio e nove mesi per Bompiani, ma «penso che faremo molto più in fretta». A oggi, secondo il bilancio 2015, l’area libri ha smosso un giro d’affari di 320,8 milioni (-5,7%) a fronte di un fatturato complessivo a Segrate per oltre 1,1 miliardi (-4%). Di Marsilio e Bompiani sta studiando il dossier il gruppo De Agostini che, nelle parole del suo a.d. Lorenzo Pelliccioli a margine dell’assemblea di Dea Capital, ha fatto sapere: «siamo da sempre nel mondo dei libri, è un’area che possiamo guardare». Viceversa, «non abbiamo alcun interesse per Rcs-Corriere della Sera. Non pensiamo che quello nella carta stampata sia un investimento. E non ci hanno chiamato perché questo lo diciamo da sempre», ha chiosato Pelliccioli che è anche presidente di DeA Capital. A proposito di Corsera e dell’offerta di Urbano Cairo, «io sono stato il primo a benedire l’operazione. Così deve essere, di mercato, trasparente, non fatta nei salotti. Cairo è uno che quel mestiere lo conosce», ha aggiunto Mauri. «Al di là di chi possa averlo consigliato o meno, è uno che gestisce da solo le operazioni». L’a.d. di Segrate giudica con favore le operazioni di concentrazione e nello specifico quella Stampa+Repubblica, «se supera i limiti di legge», «dovrà essere stabilito dalle autorità competenti». E’ più netto il giudizio di Marina Berlusconi sulla multa Antitrust da 51 mln comminata l’altroieri al gruppo Mediaset (di cui fa parte Mondadori) per la gara di assegnazione dei diritti tv della Serie A 2015-18: «mi sembra davvero un provvedimento incredibile, ingiustamente punitivo nei confronti di un’azienda che ha avuto il coraggio di investire, che ha rotto un monopolio». Ultimo capitolo affrontato dall’a.d. Mauri è il dossier dei siti web Banzai (Giallo Zafferano, Soldi Online, Studenti.it, e Pianeta Donna), per cui «abbiamo trattative esclusive in corso fino al 30 aprile. Sul mercato italiano dei digital media, acquisizioni di questa entità, che siano anche strategiche per noi, con un importante audience nei segmenti verticali in cui Mondadori vuole operare, sono l’optimum». E per aver quei siti, l’a.d. ha superato altri candidati acquirenti, «tre, forse quattro, compreso il gruppo Espresso» presieduto da Carlo De Benedetti. Ieri il titolo Mondadori ha chiuso in Borsa in crescita del 2,66% a 1,021 euro.

ItaliaOggi