Guerra in Libia? Renzi rischia…

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renziCaro Direttore, see l’ ordine di Obama è irrevocabile: attacchiamo in tempi strettissimi la Libia. Ai comandi militari USA il compito di trovare solo il momento migliore. L’escalation decisa dopo l’ abbattimento apparentemente da parte dell’ Isis di un altro Mig-23. I bombardamenti dovrebbero avvenire in modo mirato nella zona ovest, nei pressi di Sidra, dove si trovano i principali depositi petroliferi. È qui che ha preso il controllo del territorio lo Stato Islamico, con il nuovo comandante Abu Omar al-Shishani, all’anagrafe Tarkhan Tayumurazovich Batirashvili, 30 anni, uno dei terroristi ceceni più ricercati al mondo. L’eliminazione dell’Isis e la testa di Batirashvili sono obiettivi fondamentali per il Presidente degli Stati Uniti. In politica interna perché in vista delle elezioni i Repubblicani stanno prendendo prepotentemente il largo proprio sui temi legati al terrorismo e alla sicurezza. In politica estera perché il democratico Obama sta perdendo ogni autorevolezza rispetto allo zar Vladimir Putin, soprattutto dopo il recente, sia pur fragile, accordo sulla Siria per permettere aiuti umanitari. Per stringere i tempi ed evitare inutili mediazioni all’interno della NATO, l’ attacco USA dovrebbe avvenire solo con l’ appoggio della Gran Bretagna, mentre all’Italia verrebbe chiesto l’uso logistico della base militare di Sigonella per i rifornimenti. Come si comporterà l’Italia? (…) Il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella sua visita negli Stati Uniti e stato informato? E il Presidente del Consiglio Matteo Renzi come si muoverà? Cavalcherà la guerra per distrarre gli italiani dalla crisi oppure si defilerà preoccupato da possibili ritorsioni? Il governo ha perso una grande occasione per avere un ruolo pacificatore nella vicenda libica: si è limitato a inutili proclami e non e stato d’ aiuto neppure a quelle personalità locali che avevano chiesto a Roma supporto per combattere prima le tribù ribelli e ora i terroristi. (…) E non ha avuto neppure l’autorevolezza per imporre all’ONU come commissario speciale, dopo l’inconcludente Bernardino León, uomini di grande esperienza in quei mondi come Massimo D’Alema, ad esempio. Inascoltati infine, i suggerimenti dei nostri servizi di sicurezza che sono i più inseriti nel territorio, mentre le nostre aziende hanno avuto l’ ordine di rimpatriare gli italiani che si trovavano presso i giacimenti. L’attacco americano in Libia cambierà lo scenario internazionale e anche in Italia creerà una situazione delicatissima per Renzi, soprattutto quando gli si chiederà di mandare truppe di terra per combattere. Di sicuro Papa Bergoglio si scaglierà prepotentemente contro i bombardamenti e userà tutta la sua influenza mediatica per raccogliere attorno a sé l’ universo pacifista, che ne approfitterà, ma non sarà il solo, per mettere il Premier in ulteriore difficoltà.

Di Luigi Bisignani, Il Tempo