Carpi-Roma 1-3: apre Digne, pareggia Lasagna, poi super Salah sblocca Dzeko

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Il bosniaco trova il quarto gol in campionato, and su assist dell’egiziano che poi chiude i conti: quarta vittoria di fila per Spalletti, che scavalca Fiorentina e Inter e sale al terzo posto (con una gara in più)

Carpi RomaE quattro. Poker per la Roma, poker per Spalletti e terzo posto che diventa realtà, almeno per 46 ore, fino a Fiorentina-Inter. Il Carpi non ferma la rincorsa dei giallorossi, che preparano nel migliore dei modi la sfida di mercoledì con il Real Madrid. Ma soprattutto danno continuità ai risultati, inseguendo il filotto di vittorie che lo stesso allenatore chiedeva. Finisce 3-1 per la Roma, con la squadra di Castori che aveva assaporato il gusto di un risultati positivo fino a sette minuti dalla fine, fino al ritorno al gol di Dzeko.
AVVIO SENZA SUSSULTI — Il primo tempo era filato via senza grosse emozioni, con il copione immaginato: Roma con il pallino del gioco, Carpi con otto uomini dedicati quasi esclusivamente alla fase difensiva. E così, se non alzi i ritmi di gioco, diventa difficile bucare una difesa, specie se per scelta decidi di non far partire dall’inizio Pjanic, il giocatore con maggiore inventiva a centrocampo. La squadra di Spalletti nei primi 45′ non riesce praticamente mai ad accelerare, ecco perché il tecnico toscano dalla panchina non fa altro che sgolarsi. Troppo poco per impensierire il Carpi il tiro di Perotti dal limite al 10′, dopo una sponda di Dzeko. Dieci minuti più il Carpi protesta, per la verità timidamente, per una mano di Vainqueur in contrasto con Mancosu. Al 22′ ci prova Crimi, con un destro alto.
PRIMA SCOSSA — La Roma si scuote solo dopo la mezzora di gioco. Al 31′ una triangolazione Salah-Dzeko-Salah per poco non porta l’egiziano al tiro, anticipato in uscita bassa da Belec. Al 32′ il primo tiro in porta giallorosso, un destro di Florenzi deviato prima da Gagliolo e poi da Belec in angolo. Un minuto più tardi, è il 33′, Dzeko ci prova di testa su cross di El Shaarawy, ma la conclusione è preda di Belec. E’ il momento migliore del primo tempo. E anche il Carpi recrimina: al 39′ Mbakogu controlla un lancio di Cofie mandando fuori tempo Szczesny in uscita, ma l’attaccante si defila troppo e fallisce la conclusione. Al 40′ protesta il Carpi: contatto Manolas-Mancosu, Tagliavento sembra indicare il dischetto, ma poi, evidentemente aiutato dall’addizionale Baracani, cambia idea e ammonisce per simulazione il giocatore di Castori. La Roma pare disunirsi, ma è proprio qui che ha la migliore occasione: è il 44′, Dzeko fa da sponda a Salah che anticipa l’uscita di Belec, il tocco però viene respinto dalla traversa.
DENTRO PJANIC — Nel secondo tempo Spalletti ci ripensa: dentro Pjanic, fuori uno spento El Shaarawy e conseguente passaggio al 4-1-4-1, con Vainqueur davanti alla difesa. I ritmi, stavolta, si alzano, il pallone circola più veloce. E arriva anche il gol, seppur frutto di una prodezza individuale: all’11’ Digne carica il sinistro da 30 metri e beffa Belec, per la verità un po’ troppo sorpreso. Al 13′ la Roma potrebbe subito raddoppiare: da Salah a Pjanic, pallone a Nainggolan la cui girata viene ribattuta. La Roma pare in controllo, ma Rudiger la combina grossa: al 16′ il tedesco si fa aggirare sulla fascia da Mbakogu, che appena dentro l’area serve a Lasagna un pallone da spingere in rete per l’1-1. Tutto da rifare per Spalletti. Al 27′ prima Dzeko e poi Nainggolan provano a sorprendere Belec, senza successo. Al 29′ è Perotti con il destro a tentare la via della rete, ma il tiro finisce di poco alto. Il Carpi regge bene, ma poi entra in scena Salah, che al 39′ accelera in area e serve un pallone che Dzeko può spingere facilmente in rete, ritrovando un gol che mancava in assoluto dal 24 novembre e in campionato, su azione, addirittura dal 30 agosto. Neppure due minuti ed è lo stesso Salah a chiudere i giochi: Dzeko fa da sponda per Nainggolan, Belec respinge in uscita, l’egiziano arriva con il tap-in e regala alla Roma la quarta vittoria consecutiva, oltre che due notti (almeno) al terzo posto.
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Davide Stoppini “Gazzetta dello Sport”