Buoni pasto, diminuiscono le tasse (ma solo su quelli elettronici)

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buoni pastoVia libera della commissione Bilancio all’aumento della deducibilità ai fini fiscali dei buoni pasto elettronici, che passa da 5,29 a 7 euro

È arrivato nei giorni scorsi il via libera della commissione Bilancio all’aumento della deducibilità ai fini fiscali dei buoni pasto elettronici, che dal 1 luglio 2015 passerà da 5,29 a 7 euro. Così prevede un emendamento alla legge di Stabilità che copre la misura con le risorse del ministero dell’Economia per circa 9 milioni nel 2015 che salgono a circa 24 milioni per il 2016 e quasi 25 per il 2017. «Il valor medio del buono pasto erogato delle aziende tende ad avvicinarsi sempre alla soglia defiscalizzata – spiega Giovanni Arrigoni, presidente di Cobes, il comitato di Confindustria di buoni pasto, voucher sociali e servizi – e questo comporterà un incremento della propensione a fornire il servizio, potrebbe aumentare il valore dei ticket che vengono dati ai dipendenti».

Le proiezioni
Secondo le proiezioni dell’Università di Tor Vergata e di Open Economics, con il tetto defiscalizzato a 7 euro il settore dei buoni pasto potrebbe raggiungere l’1% del Pil, con un incremento occupazionale di 16.398 unità lavorative. Ma le previsioni potrebbero essere ancora più rosee se si considera anche l’indotto, ovvero i posti di lavoro indiretti generati dall’intervento su tutti i settori dell’economia della filiera (agricoltura e pesca, industria, costruzioni e servizi) con un incremento occupazionale che potrebbe arrivare a 73.748 unità.

Le frodi
Eppure la defiscalizzazione riguarderà solo i buoni pasto elettronici. Ossia un settore che copre circa l’11% del mercato totale, come spiega Andrea Keller, amministratore delegato di EdenRed (marchio Ticket Restaurant): «La rete globale del cartaceo è stimata in 120 mila punti vendita – puntualizza Keller – 40 mila invece quelli che accettano l’elettronico. Le stime a livello di diffusione dei buoni pasto parlano di un valore dell’elettronico ancora all’11% del totale ma questo emendamento potrebbe far aumentare il numero di punti vendita che si doteranno di apparecchiatura per accettare l’elettronico. Noi prevediamo 35 mila nuovi punti vendita che accetteranno l’e-ticket ma è un percorso che richiederà un po’ di tempo». Quel che è certo è che c’è tutto l’interesse, sia da parte del governo, sia da parte delle società emettitrici, di aumentare la diffusione dei buoni pasto elettronici. «Perchè elimina i problemi di falsificazione – spiega Gregorio Fogliani, presidente di Qui! Group – oltre alla perdita dei carnet e il danneggiamento dei ticket. Le stime prevedono una spinta ai consumi di quasi 500 euro annui per individui e famiglie, con notevole impatto sull’aumento dei consumi da parte dei singoli lavoratori e quindi sulla crescita per tutto il settore».

di CORINNA DE CESARE

Corriere della Sera