Cairo fa rinascere i libri di Rcs

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Entro fine anno il gruppo editoriale ritorna nel comparto con il marchio Solferino. Il Corsera a Torino da novembre. Restyling per Sportweek.

L’artista che vincerà il Premio Cairo, arrivato quest’anno alla 18esima edizione, si metterà in tasca un assegno da 25 mila euro, tra i più generosi a livello europeo per manifestazioni di questo tipo. «E perciò non sono così braccino come si dice», aggiunge sorridendo Urbano Cairo, presidente e azionista di controllo di Cairo communication, di Rcs MediaGroup e di La7.
Entro fine anno nel business di Rcs potrebbe arrivare una grossa novità: il ritorno del comparto Libri, a marchio Solferino, dopo la cessione nel 2016 di Rcs Libri alla Mondadori. «È vero, ci stiamo pensando. L’attività libri è importante e ci teniamo. Ma abbiamo dei vincoli», spiega Cairo, «a seguito della cessione di Rcs Libri a Mondadori, una cessione avvenuta prima della mia scalata e che io non avrei mai fatto. I vincoli sono di non pubblicare più di 110 libri all’anno. Che comunque sarebbe già un gran numero. Poi, dal 1° gennaio 2019, torneremo liberi di fare quello che vogliamo. Ci sarà una decisione nel giro dei prossimi mesi, magari anche prima della fine dell’anno». L’imprenditore alessandrino, invece, non pensa «alla fusione tra Cairo communication ed Rcs: il titolo Rcs era a 0,42 euro quando ho lanciato l’opa nel 2016, ora viaggia a 1,3 euro e direi che gli azionisti possono ritenersi soddisfatti. Confermo l’obiettivo di 40 milioni di utili di Rcs MediaGroup per fine anno». Il gruppo editoriale di via Rizzoli ha messo a segno un +3,4% nella raccolta pubblicitaria del trimestre luglio-settembre, con un +10% nel solo mese di settembre, e una stima su ottobre-dicembre «di crescita e comunque molto positiva. Le aziende e i centri media», sottolinea Cairo, «stanno prendendo atto del dinamismo di Rcs con le tante iniziative fatte sui sistemi Corriere e Gazzetta. Al Corriere abbiamo rilanciato Io Donna e il dorso di Economia, che tra marzo e agosto cresce del 44% in raccolta pubblicitaria rispetto allo stesso periodo 2016. Poi il nuovo Buone Notizie, che sta portando 20-25 mila copie in più a uscita. Molto bene pure il nuovo Sette di Beppe Severgnini, che tra aprile e agosto ha raddoppiato la raccolta sempre rispetto allo stesso periodo 2016. La Lettura vale 75-80 mila copie in edicola a 50 centesimi. E confermo per novembre il lancio del nuovo dorso del Corriere della Sera a Torino». Quanto alla Gazzetta, «il 28 ottobre lanciamo il nuovo settimanale Sportweek. E a metà gennaio ci sarà un’altra novità». Nel grande universo Cairo qualche scricchiolio è arrivato da La7, la cui stagione autunnale non è partita in modo brillante, con un calo di ascolti in settembre di circa il 20% sullo stesso mese 2016. «Ora è importante che vadano a regime le novità, a partire dal nuovo programma di Massimo Giletti, e che Diego Bianchi con Propagandalive si consolidi: è andata bene la prima puntata, la seconda, invece, ha sofferto la concomitanza del match della Nazionale di calcio. Ma ci sono le elezioni alle porte che», secondo Cairo, «daranno slancio alla rete. La7 di sicuro fa servizio pubblico. Ma su ipotesi di redistribuzione del canone in bolletta elettrica non ho visto grandi movimenti a livello politico. Ho visto, invece, il decreto Franceschini sul cinema italiano, che penalizza i broadcaster televisivi». Infine, due parole sulle aste per i diritti tv del campionato di calcio italiano. «Non mi accodo alle critiche del presidente del Napoli, nel senso che mi paiono tardive. Certo, il calcio italiano anche secondo me dovrebbe valere di più, ma comunque gli introiti 2018-2021 per i diritti esteri sono aumentati parecchio. Quanto all’Italia», conclude Cairo, «tra un po’ arriverà il nuovo bando. Credo ci possa essere la possibilità di una tv della Lega nel caso non ci fossero offerte sufficienti da parte dei broadcaster. Ci sono movimenti, ho incontrato persone candidate a realizzare questa tv, mi hanno sottoposto progetti, idee. In realtà, alla fine non credo si farà nulla. Tuttavia non è impossibile, questo voglio dire».

ItaliaOggi

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