Borse, l’ottimismo prevale sulle tensioni commerciali

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Tokyo ha guadagnato l’1,2%, ignorando i disastri provocati dalle inondazioni. Oro in ripresa

L’ottimismo dei mercati che si è registrato venerdì ha passato indenne il fine settimana e stamattina i listini hanno trattato ancora positivi. Le Piazze europee seguono le buone chiusure asiatiche: Milano tratta in rialzo dello 0,19% con Saipem e Mediaset tra i titoli migliori., mentre la Juventus cede terreno dopo i recenti guadagni legati alle voci sull’arrivo di Cristiano Ronaldo. Francoforte è in rialzo frazionale, Parigi aggiunge lo 0,28% e Londra lo 0,29%.

Tokyo ha concluso stamattina in netto guadagno una seduta ben orientata al rialzo fin dai primi scambi: il mercato ha ignorato finora i danni provocati dalle devastanti inondazioni in Giappone che hanno bloccato anche alcuni impianti industriali provocando decine di vittime. L’indice Nikkei dei 225 titoli guida ha chiuso a 22.052 punti in rialzo dell’1,21 per cento. Wall Street riparte dopo la chiusura positiva (Dow Jones +0,4%) di venerdì scorso, giornata nella quale i numeri sul lavoro creato dall’economia Usa superiori alle attese hanno messo in secondo piano le tensioni commerciali. Bene anche le Borse cinesi che hanno trovato il rimbalzo dopo essere cadute in “bear market”, soprattutto in scia alla guerra commerciale Usa-Cina: Shanghai +2,47%, Shenzhen +2,51%.
Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si allarga leggermente in area 240 punti base con il decennale italiano che rende poco meno del 2,7%. Si attende oggi l’intervento del governatore Bce, Mario Draghi, al Parlamento europeo. In Germania, il surplus commerciale è cresciuto a maggio oltre 20 miliardi. Bankitalia ha tracciato invece un peggioramento della fiducia delle imprese a causa “delle condizioni dei mercati finanziari”: tra fine maggio e metà giugno “i giudizi sulla situazione economica generale sono peggiorati in tutti i settori di attività”. L’evoluzione, spiega Via Nazionale, “è in parte attribuibile al peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari osservato nei giorni di avvio dell’indagine”, quando era alto il caos istituzionale.

Sotto i riflettori, ma senza cali, la sterlina dopo che il ministro di Brexit, David Davis, ha abbandonato l’esecutivo di Theresa May. L’euro sale ancora su dollaro e yen: la moneta unica vale 1,1764 dollari, contro 1,1746 dollari di venerdì e 1,1691 dollari di giovedì sera. La divisa europea si apprezza su quella nipponica arrivando a 129,98 yen. Stabile il dollaro/yen a quota 110,50, contro 110,47 di venerdì. In Cina, lo yuan è tornato a indebolirsi dopo un iniziale recupero sul dollaro: la Banca centrale ha fissato la parità a 6,6393, indebolendola di 57 punti base: il renminbi, a ridosso della chiusura dei listini azionari, registra uno spot rate di 6,623 (-0,25%). Le riserve valutarie cinesi sono risultate in crescita a giugno: 3.112,1 miliardi di dollari di dollari, contro i 3.110,6 miliardi di dollari di maggio scorso, con una crescita di 1,51 miliardi di dollari. In calo, invece, le riserve auree, che il mese scorso hanno toccato quota 74,07 miliardi di dollari, contro i 77,32 miliardi di dollari di maggio.

Prezzo del petrolio in crescita sulle piazze asiatiche, in un contesto di preoccupazioni per la volontà di Donald Trump di fermare le esportazioni iraniane e interrompere le forniture in Paesi come Libia, Venezuela e Conanda. Questa matttina il barile di Wti con consegna ad agosto guadagnava 25 centesimi a 74,05 dollari. In rialzo di 25 centesimi anche il costo del Brent, a 77,36 dollari per barile. Prezzo dell’oro in ripresa sui mercati asiatici dopo i livelli minimi da dicembre toccati venerdì. Il metallo con consegna immediata sale dello 0,3% a 1258 dollari l’oncia.

Repubblica.it

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