Pesante inquinamento dell’aria in Veneto, dato che riflette la politica fallimentare della Regione, dei Comuni e delle Province

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Tumori e bronchiti in aumento in Veneto a causa dell’inquinamento dell’aria, lo documentano numerosi studi ed è sufficiente vedere le concentrazioni di polveri sottili in atmosfera di questi ultimi tre giorni di gennaio per allarmarsi. A Padova i cancerogeni nell’aria sono sulla soglia dei 200 microgrammi per metro cubo d’aria, quasi quattro volte il limite sanitario giornaliero previsto dalla legge, che, di per sè, 50 microgrammi è già aria inquinata. Solo nel primo mese di gennaio ci sono state 21 giornate di superamento dei limiti per le polveri sottili – delle 35 concesse in un anno. Dati che si ripetono annualmente e che riflettono la politica fallimentare della Regione, dei Comuni e delle Province in Veneto. L’Aduc lo va dicendo da tempo, anche con iniziative giudiziarie, che i sindaci non rispettano la legge che impone loro di dotarsi di Piani d’azione strategici (VAS) di risanamento dell’aria; piani che prevedono l’analisi di tutte le fonti di inquinamento (traffico, riscaldamento, industria, agricoltura, rifiuti, urbanizzazione); il monitoraggio sull’applicazione dei Piani e la partecipazione diretta della popolazione alla formazione dei Piani. Piani strategici per uno sviluppo che sia sostenibile per il futuro delle prossime generazioni, come prevedono le direttive comunitarie. Dal 2006 i sindaci hanno questo obbligo, ma non lo rispettano. Una voce solitaria, la nostra, che chiede il rispetto della legge, voce alla quale non si unisce alcuna associazione ambientalista e nessuna associazione che lotta contro i tumori. Attendiamo con fiducia.

Maria Grazia Lucchiari, delegata Aduc Veneto Padova

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