Sardegna, l’analisi di Cna: il 21% delle imprese dovrà ridurre l’attività

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In Sardegna il 21,2% delle imprese è costretto a ridurre l’attività, dunque gli occupati, a causa dell’impatto devastante del caro energia, il 13,6% rischia di chiudere. Lo segnala la Cna regionale che, per limitare l’impennata dei costi in bolletta, propone di puntare sulla diffusione delle comunità energetiche e di ‘sfruttare’ le superfici dei capannoni industriali e artigianali per l’autoproduzione e l’autoconsumo, con l’istituzione di un credito d’imposta del 50% per le spese sostenute per l’installazione degli impianti da rinnovabili fino a 200 Kw.
Il prezzo dell’energia elettrica per un consumatore domestico tipo è schizzato del 150%, passando da 16,6 euro per Kwh nel terzo trimestre 2020 a 31,5% nello stesso periodo di quest’anno. Nel 2020 i consumi energetici regionali ammontavano a circa 27 mila Gwh, di cui il 25% del settore residenziale, il 10% del terziario, il 40% dei trasporti e il 25% del comparto industriale, rileva l’organizzazione artigiana. In Sardegna, sempre quell’anno, la produzione di energia elettrica ammontava a 13.145 Gwh, di cui il 74% da centrali termoelettriche o impianti di cogenerazione alimentati da fonti fossili o bienergie. Il 14% era prodotto da parchi eoligi, il 9% da impianti fotovoltaici e solo il 3% da fonti idroelettriche. 
 Dal 2000 al 2020 la produzione di energia da rinnovabili nell’isola è passata dal 3% al 25%: dei 3.704 Gwh prodotti in totale, 1.677 arrivano dall’eolico e 1.154 dal fotovoltaico.
Due anni fa gli impianti per la produzione da rinnovabili erano 40.343, il 4,3% del totale in Italia, di cui 39.690 fotovoltaici, 549 eolici, 18 idroelettrici e 41 da bioenergia.
“La produzione fotovoltaica potrebbe crescere molto e in tempi rapidi senza consumare suolo se solo si valorizzassero le superfici oggi disponibili di gran parte dei ‘capannoni’ industriali e artigianali che potrebbero essere destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo all’interno delle aziende incentivate da un credito di imposta”, sostengono Luigi Tomasi e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. “Promuovere l’autoproduzione e l’autoconsumo delle attività produttive consentirebbe di tutelare l’ambiente, risparmiare sui costi dell’energia, creare partnership tra i diversi stakeholders del territorio riducendo la dipendenza energetica e i costi non più sostenibili per imprese e famiglie”.