Contributi non versati, esplodono i ruoli dell’Inps

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Contributi non versati, le cartelle aumentano di cinque volte e mezza, oltre il 500%. Nel 2020 i ruoli che l’istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) ha affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione per avviare le procedure di recupero ammontavano a 1.242, nel 2021 questa cifra è balzata a 8.017 partite. Un incremento di oltre il 500% (più precisamente 545%). A fornire il dato è il rapporto di verifica sull’andamento della riscossione 2021.

«A partire da settembre 2021, è stato osservato un incremento dei carichi affidati che ha riguardato in particolare l’Inps» si legge nel documento senza peraltro fornire altre spiegazioni. Il documento però evidenzia anche altri elementi delle cifre della riscossione. Una interpretazione del dato puo’ arrivare indirettamente sempre dall’Agenzia delle entrate-Riscossione quando nell’analisi dei numeri delle entrate da riscossione si osserva: «lo scostamento della performance di riscossione rispetto alle iniziali aspettative è principalmente da ricondursi al peggioramento del contesto economico e alla conseguente minore capacità di assolvimento dei contribuenti, solo parzialmente attenuata dagli interventi di differimento delle scadenze di pagamento disposte dal legislatore».

Volumi della riscossione. Per quanto riguarda i volumi della riscossione il 2021 è certificato come un anno in calo per il recupero. «La previsione iniziale della riscossione per l’anno 2021 prevedeva un risultato di riscossione non inferiore a 7,18 miliardi di euro e comprendeva anche il contributo per l’ultimo trimestre delle riscossioni su ruoli emessi nel territorio della regione Sicilia. Nel corso del 2021 l’andamento mensile della riscossione cd. ordinaria (ovvero quella non derivante dagli istituti di definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione) ha consolidato un risultato superiore alle aspettative, confermando la propensione dei contribuenti a proseguire il pagamento rateale delle cartelle, nonostante la sospensione delle attività di riscossione e il difficile contesto economico di riferimento conseguente all’emergenza epidemiologica. Conseguentemente, il valore complessivo della componente ordinaria della riscossione al 31 dicembre 2021, comprensivo del contributo offerto dal 1° ottobre dalla Regione Sicilia, è risultato pari a 4.431 milioni di euro (in media 369,3 milioni di euro al mese), ovvero sopra il target per circa 534 milioni di euro». Il saldo però è negativo per la riscossione derivante dagli istituti di definizione agevolata.Il livello consuntivato al 31 dicembre 2021 è stato, invece, di 2.524 milioni di euro, inferiore rispetto alle attese per oltre 750 milioni di euro. In conclusione, il documento evidenzia che «considerando le riscossioni ordinarie e quelle derivanti da interventi normativi, alla data del 31 dicembre sono stati complessivamente consuntivati circa 6,95 miliardi di euro che corrispondono, rispetto all’obiettivo annuale di 7,18 miliardi di euro, ad un avanzamento del 96,9% con uno scostamento negativo di oltre 200 milioni di euro, dovuto ai minori incassi della definizione agevolata».

Il magazzino dei ruoli al 31 dicembre 2021. Il calcolatore delle giacenze dei ruoli arriva a superare la quota mille miliardi. Al 31 dicembre 2021, il rapporto di verifica registra il dato contabile di 1.099,0 mld L’importo dei crediti residui, spiega il documento, al netto delle quote residue dei ruoli affidati nelle province della Regione Sicilia, per circa il 41 % appare di difficile, commenta Agenzia delle entrate Riscossione, recuperabilità per le condizioni soggettive del contribuente (148,8 miliardi di euro sono dovuti da soggetti interessati da procedure concorsuali, 145,7 miliardi di euro da persone decedute e imprese cessate, 120,6 miliardi da soggetti che, in base ai dati presenti nell’Anagrafe tributaria, risultano nullatenenti). Per ulteriori 50,4 miliardi di euro l’attività di riscossione, alla data del 31 dicembre 2021, è sospesa per effetto di specifici provvedimenti di sospensione delle attività di recupero. Si tratta in particolare di sospensioni disposte da provvedimenti emessi in autotutela dagli enti creditori o in forza di sentenze dell’autorità giudiziaria. Sono, inoltre, riconducibili a tale fattispecie gli importi residui, al netto di quanto già riscosso, delle quote oggetto degli istituti di definizione agevolata in corso (“Rottamazione-ter”) o appena concluse (“Saldo e Stralcio” dei debiti delle persone fisiche in difficoltà economica).

Residuano 556,3 mld di euro, di cui l’80% (pari a 445,3 mld di euro) si riferisce a contribuenti nei confronti dei quali l’Agente della riscossione ha già svolto, in questi anni, azioni esecutive e/o cautelari. Al netto delle somme oggetto di rateizzazione (18,6 mld di euro), il magazzino residuo, continua l’ente, su cui le azioni di recupero possono presumibilmente essere maggiormente efficaci, si riduce a 92,4 mld di euro. Degli oltre 1000 mld aggredibili sono 92,4 mld.

Cristina Bartelli, ItaliaOggi