RFK Human Rights contro la decisione della Corte Suprema sull’aborto: è un terribile attacco contro i diritti umani negli Stati Uniti

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La sentenza della Corte Suprema che ha annullato la sentenza Roe v. Wade ha creato uno scossone nell’opinione pubblica statunitense. Tra le tante voci contrarie, c’è quella dell’associazione Robert F. Kennedy Human Rights, presieduta da Kerry Kennedy (nella foto): “La decisione della Corte Suprema americana di rovesciare la sentenza Roe v. Wade ed eliminare il diritto costituzionale all’aborto è, senza alcun dubbio, un terribile attacco contro i diritti umani negli Stati Uniti e non solo. Permetterà ai legislatori di intromettersi nelle decisioni mediche più private ed eliminare l’accesso all’assistenza sanitaria di urgenza, danneggiando direttamente la salute e il benessere di milioni di persone. Gli effetti più duri di questa decisione saranno avvertiti da coloro che già affrontano le barriere sistemiche all’assistenza sanitaria di qualità negli Stati Uniti, comprese le persone di colore, le persone in povertà, le persone LGBTQ +, gli immigrati e le persone che vivono nelle comunità rurali. In modo ancora più spaventoso, la decisione apre la porta alla criminalizzazione delle cure mediche. Gli Stati Uniti in cui è stata emessa la sentenza Roe e in cui è poi stata rovesciata, differiscono in almeno un aspetto cruciale: l’aumento dell’incarcerazione di massa come strumento di controllo sociale. Con il rovesciamento della sentenza Roe, gli Stati sono ora liberi non solo di eliminare l’accesso all’aborto, ma di rinchiudere coloro che non sono d’accordo con loro”. 

E ancora: “La decisione esacerba le sistematiche ingiustizie razziali ed economiche che pervadono il nostro paese e rappresenta un deliberato e dannoso regresso dai passi verso un mondo migliore, più giusto e pacifico che Robert F. Kennedy ha immaginato. Ed è solo l’inizio. Una Corte Suprema sfacciata al punto da sradicare un diritto umano fondamentale è destinata a colpirne altri: i diritti di amare, vivere con o sposare chi vogliamo e i diritti di pianificare le nostre famiglie con dignità e privacy. Non dobbiamo perdere tempo a unirci per combattere contro questa ingiustizia. Ora è il momento di chiedere ai nostri rappresentanti nel governo di codificare la protezione dei diritti fondamentali all’aborto e ad altre cure sanitarie, smantellare il nostro sistema giudiziario penale razzista e proteggere i nostri diritti di amare e vivere con orgoglio, senza timore di persecuzione di stato. Dato che l’intera portata degli effetti di questa decisione sugli americani vulnerabili è chiara e manifesta, saremo vigili nel reagire”.