Martino Meuli, la felice anomalia dello spettacolo italiano

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(di Tiziano Rapanà) Martino Meuli è un artista straordinario. Il suo nome dovrebbe risplendere nel firmamento dello spettacolo nostrano. Eppure Martino non è lì, tra i giganti del cinema e della televisione. Questo piccolo grande attore è semplicemente irresistibile. Lo guardi e ti viene da ridere. Un comico di natura, il gene dell’umorismo riluce nel suo DNA. Eppure la fortuna non sembra essergli amica. Martino è originario di Marcinelle, in Belgio, vive a Martina Franca e lavora a Lecce. Ha cominciato a muovere i primi passi nello spettacolo, giovanissimo, con una breve apparizione nell’Infermiera di notte, di Mariano Laurenti. Ha preso parte a tanti spettacoli, film, fiction. È stato inviato, per Simona Ventura, in Quelli che il calcio, ha partecipato a due edizioni di Colorado Cafè Live, la trasmissione cult di Italia1. Segnalo anche la partecipazione al programma Candid Camera club, andata in onda sulla vecchia emittente satellitare Happy Channel. Forse voi lo ricorderete per le sue partecipazioni nei grandi film come È stato il figlio di Daniele Ciprì e Tolo tolo di Checco Zalone. Vi appare chiaro che Martino abbia un curriculum importante da grande attore navigato. Tuttavia la vita si è mostrata ingiusta e non gli ha dato quella grande possibilità di diventare uno dei colonnelli dell’umorismo nostrano. Ha avuto successo con la fiction Mediaset Fratelli Caputo: qui, potete notarlo negli irresistibili duetti con Nino Frassica. Tenete d’occhio Martino, un attore jolly che riesce a far ridere con un solo sguardo, una piccola smorfia. Meuli è un comico nato. Guardate su Youtube le sue prodezze, per capire la grandezza della creatività di Martino. Per me fa parte del pantheon dei grandi caratteristi del cinema italiano. Io vedo Martino insieme ai giganti come Nino Terzo, Enzo Andronico, Umberto D’Orsi, Gianni Agus, Gigi Ballista. Un grande che merita un successo degno dei divi di casa nostra.

tiziano.rp@gmail.com