Alessandro Borghese, sfogo social per la coda in autostrada in Liguria

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«Non va bene, bisogna ribaltare il risultato: liguri facciamo qualcosa». Lo chef Alessandro Borghese non ce l’ha con una focaccia mal riuscita o con trofie al pesto scotte, ma con il traffico sulle autostrade della Liguria. Il padrone di casa del programma tv 4 Ristoranti si è infatti lamentato su Instagram della coda infinita trovata tra Milano e Ventimiglia nel pomeriggio di domenica 6 marzo. «Volete andare in Liguria? Siete sicuri? Guardate qua, un dramma ragazzi…», ha commentato nelle stories, seduto al volante della sua auto imbottigliata nel traffico.

Sei ore da Milano a Ventimiglia

Non è la prima volta che il patron di «Alessandro Borghese – Il lusso della semplicità», ristorante in zona Citylife a Milano, se la prende con la mobilità ligure. Anche due anni fa lo chef si era trovato in una situazione simile e aveva riversato il suo disappunto sui social. Come ricorda lo stesso Borghese, seduto in auto con cappellino rosso calato sulla fronte a postare storie. «Io non sono avvezzo alle polemiche ma due anni fa mi ricordo che per raggiungere mia moglie e le mie figlie in Liguria ci misi sei ore», racconta mentre procede a passo d’uomo. «Sono passati due anni ma qui la situazione non è mica cambiata. Non ci si può mettere sei ore e mezza da Milano a Ventimiglia con l’autostrada, che tra l’altro si paga».

I cantieri sulla A10

La lamentela dello chef e presentatore non suona nuova a chi percorre la A10. Il traffico dovuto alle classiche partenze dei weekend è aumentato negli ultimi anni, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova nell’agosto 2018, per via dei cantieri che punteggiano l’Autostrada dei Fiori per garantirne la sicurezza. Lavori che non sfuggono a Borghese, che sbuffa nelle storie: «E poi tutti questi cantieri, ma dove sta la gente a lavorare?».

La risposta di Autostrade per l’Italia

Allo sfogo dello chef è seguita una lettera di Autostrada per l’Italia, riportata dal Secolo XIX, in cui Aspi si dichiara dispiaciuta per i disagi, spiegando che «sulla rete ligure è in corso un imponente piano di ammodernamento e potenziamento delle infrastrutture». E chiarisce anche il mistero dei cantieri-fantasma: «Lei, come molti altri automobilisti, segnala la mancanza di operai a lavoro: accade spesso che l’utente, costeggiando un nostro cantiere, abbia la percezione che non vi siano né uomini né mezzi da lavoro», si legge nella lettera di Aspi. «Le cause possono essere molteplici: tra le più banali, i tempi tecnici per consentire ai materiali utilizzati il consolidamento necessario. Allo stesso modo, ad esempio nel caso dei lavori in galleria, l’utilizzo degli scambi non consente all’utente di vedere nessun uomo a lavoro, in quanto le attività vengono svolte all’interno del tunnel in cui non è consentito il transito».

La risposta di Autostrade Il rimborso per chi resta bloccato l’Italia

Autostrada per l’Italia ricorda poi di aver introdotto un sistema di rimborso «previsto in caso di allungamento dei tempi di percorrenza a causa dei cantieri» e invita Borghese a visitare uno dei cantieri «e conoscere le donne e gli uomini — di cui siamo orgogliosi — che con dedizione lavorano notte e giorno per riconsegnare al Paese infrastrutture moderne». Nella speranza, forse, di poter ribaltare il risultato.

Federica Maccotta, corriere.it