WeVoz, a Palermo nasce il Twitter della voce

epa08930619 A person tries to access his Parler app account on his phone, in Hialeah, Florida, USA, 10 January 2021. After Apple and Google removed Parlor from their stores, Amazon notified Parler that it would be cutting off the social network from its cloud hosting service Amazon Web Services. EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH
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WeVoz, startup di Termini Imerese ha appena fatto il lancio sul mercato: possibilità di non essere fraintesi, vantaggio in un’ottica di esperienza quotidiana perché liberi di svolgere contemporaneamente altre attività

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Il 2022 sarà l’anno della voce. Per 8 italiani su 10 l’immediatezza dell’audio, l’intimità e la praticità di questo formato sono caratteristiche uniche che proietteranno sempre di più i contenuti vocali al centro della comunicazione digitale. È quanto emerge da un sondaggio online realizzato da WeVoz, start up siciliana di Termini Imerese specializzata in vocal content che ha appena lanciato sul mercato un nuovo social network made in Italy interamente dedicato alla voce.

È stata condotta un’indagine che ha coinvolto più di 1.200 cittadini iscritti ad almeno un social network: si va dagli utenti giovanissimi, la cosiddetta “generazione Z”, fino a quelli più maturi. Dalla ricerca emergono alcune indicazioni utili per capire come sta evolvendo la vita digitale degli utenti: sebbene il 61% degli intervistati dichiari di ricorrere oggi maggiormente al formato di testo per esprimersi e comunicare, 9 utenti su 10 preferirebbero poterlo fare via audio per la chiarezza, l’emozione e l’intimità che riportano come punti di forza della voce. Per due utenti su tre, infatti, la voce ha meno possibilità di essere fraintesa ed è vantaggiosa in un’ottica di esperienza quotidiana perché ascoltare o registrare un audio lascia liberi di svolgere contemporaneamente altre attività.

La voce è lo strumento di comunicazione, tra tutti, ritenuto irrinunciabile per il 69% degli intervistati. Il risultato addirittura si innalza fino ad oltre il 79% alla domanda circa il ruolo imprescindibile della voce nella comunicazione del futuro. In un momento storico di piena transizione dal testo verso l’audio, WeVoz lancia la propria piattaforma online (wevoz.com) accessibile da tutti i browser, anteprima di una App con molteplici caratteristiche. Si tratta di un servizio gratuito di social networking che arricchisce l’efficacia del testo con la comodità dell’audio per offrire all’utente un’esperienza interattiva, innovativa e screenless.

WeVoz è un Twitter della voce in cui la community può interagire tramite i “voz”, contenuti vocali di breve durata che scorrono nella timeline tramite un player automatico. Il sistema consente la riproduzione continua dei contenuti offrendo all’utente la possibilità di essere social senza utilizzare lo schermo e svolgendo altre attività.

WeVoz è dotato di una tecnologia “speech to text“: si tratta di un modello proprietario e di ultima generazione che consente di trascrivere simultaneamente il messaggio audio, impostato per migliorare con il tempo e con l’utilizzo. I contenuti dei singoli messaggi audio possono essere indicizzati e selezionati attraverso dei filtri di ricerca. In questo modo gli utenti avranno la possibilità di vivere un’esperienza digitale completa, senza perdere neanche uninformazione.

WeVoz mette al centro il valore della community, l’utente può dar voce liberamente alla propria individualità, nel rispetto delle differenze di pensiero e nei limiti di legge. I contenuti sono categorizzati attraverso un sistema a semaforo: il colore verde caratterizza i voz accessibili a tuttiil giallo segnala i contenuti moderatamente delicati mentre il rosso quelli molto sensibili, non adatti ai minori di 18 anni. In quest’ultimo caso i messaggi non possono essere né ascoltati né letti senza l’autorizzazione dell’utente.