Il Caso Djokovic nella contingenza e l’attinente riferimento storico

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(di Mauro della Porta Raffo) Evidente e dichiarata la valutazione politica che ha portato infine i giudici australiani ad espellere Novak Djokovic.
Sostanzialmente inesistente quella giuridica.
Se si aggiunge che tutta la vicenda è stata ‘oculatamente’ spalmata dopo la prima sentenza favorevole al Serbo in modo tale che i tempi, come articolati, gli impedissero di arrivare in tempo all’ultimo eventuale appello, si deve concludere per una brutta figura della Terra dei canguri.
Brutta figura che supera, anche se solo di poco, quella dello stesso grande campione, il quale – è opinione dello scrivente che ritiene che ai principi non si debba mai rinunciare – non andando a Melbourne, avrebbe evitato di tradire la propria immagine in qualche verso morale.
Da storico e con divertimento, guardando alle reazioni delle autorità di Belgrado e ovviamente alla collocazione geografica in due lontani continenti delle Nazioni coinvolte, mi torna alla mente quanto occorse ai tempi della Conflitto Franco Prussiano.
L’allora Presidente della Bolivia Mariano Melgarejo (il quale, tra l’altro, in precedenza aveva pubblicamente affermato “Napoleone era un generale migliore di Bonaparte”!) dichiarò guerra alla Prussia invitando i soldati ad allenarsi nuotando visto che – badando a fare in modo che armi e munizioni non si bagnassero sia pure in nave (ma non si sa mai cosa può accadere tra le onde) avrebbero dovuto traversare l’Oceano.
Nulla di tutto ciò, ovviamente.
E a ben guardare, esteticamente, mi dispiace.