Il Covid infetta anche il colosso svedese Ikea, fatturato in calo per i rincari

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«L’aumento medio dei prezzi di Ingka Group sarà del 9% a livello mondiale»

Il virus che da quasi due anni sta infestando il mondo non lascia scampo neanche all’economia, e così danneggia le risorse di milioni di imprese, come la famosa Ikea. Il colosso svedese dell’arredamento si trova a fronteggiare i costi alle stelle di materie prime e logistica, diventati un peso insostenibile. Il rincaro è diventato inevitabile ed è così che con l’inizio del 2022 il gigante svedese del mobile ha annunciato un aumento dei prezzi in media del 9% in tutti i suoi punti vendita.

«Purtroppo, per la prima volta da quando l’aumento dei costi ha iniziato a influenzare l’economia globale, dovremo trasferire alcuni aumenti sui costi ai nostri clienti», ha fatto sapere Ingka Group, la holding che controlla 367 negozi dei 422 di Ikea, ossia oltre il 90% dei suoi negozi. Secondo Ingka, i principali aumenti dei costi legati ai trasporti e ai prezzi di fornitura «si fanno sentire principalmente nel Nord America ed Europa». «L’aumento medio dei prezzi di Ingka Group sarà del 9% a livello mondiale, con variazioni a seconda dei Paesi del gruppo e del range, che riflettono le pressioni inflazionistiche locali», ha indicato il marchio nordico che il mese scorso ha registrato un calo del 17% dei profitti annuali dovuto proprio al rincaro dei prezzi.