Un paese del Piemonte preferisce la solidarietà alle luminarie di Natale

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“Contro la fame cambia la vita e… spegni le luci. No allo spreco per le luminarie, sì alla solidarietà”: è lo slogan che accompagna le iniziative di solidarietà promosse, per tutto il periodo delle festività natalizie, dal parroco e dal sindaco del piccolo comune piemontese di Cesara, a ridosso del lago d’Orta, in provincia del Verbano Cusio Ossola. Un’ iniziativa che si ripete da 33 anni come segno di un Natale “alternativo” condiviso dall’amministrazione comunale e dalla parrocchia. In un messaggio diffuso in questi giorni a tutte le famiglie del territorio, il sindaco Giancarlo Ricca  e il parroco don Renato Sacco spiegano le ragioni dell’iniziativa di solidarietà e la scelta dei beneficiari del ricavato. Quanto risparmiato dall’istallazione delle luminarie sarà devoluto quest’anno in opere di solidarietà su due fronti: quello del sostegno a persone e famiglie del territorio che vivono in una situazione di difficoltà e quella della solidarietà ad una cooperativa di 12 donne afghane della provincia di Herat, impegnate nella coltivazione, nella raccolta e nella commercializzazione dello zafferano. Da quando è nata l’idea di un Natale senza luminarie nel piccolo Comune piemontese sono stati raccolti oltre 155mila euro: “Una cifra significativa – si legge nella lettera –  ma anche un modo per non banalizzare il Natale che, nonostante i tempi che viviamo, spesso è circondato da un clima di spreco”. Sindaco e parroco sottolineano l’importanza di “gesti di solidarietà, di condivisione, di pace, di riduzione dei nostri consumi e sprechi”. Quella di Cesara, spiegano Ricca e don Sacco, è una goccia di speranza nell’oceano degli sprechi del nostro Paese: “Non ci sono soldi per gli ospedali, la sanità, il lavoro, la scuola, la messa in sicurezza del territorio – denunciano – ma per le armi sì”. Ma il Natale di Cesara non sarà neppure quest’anno un natale buio: invece delle luminarie, il parroco ha distribuito, alla fine di ogni messa di Avvento, alcuni lumini da accendere sui davanzali delle finestre ogni sera alle 19, come “segno dell’impegno di ogni famiglia a tenere accesa la luce della speranza”.