Pensioni, scontro Lega-Pd. Da giovedì possibili aperture

The secretary of the Democratic Party, Enrico Letta, participates at the demonstration in solidarity with Israel and against the Hamas attacks that took place in the ghetto district of the capital, Rome, Italy, 12 May 2021. ANSA / MASSIMO PERCOSSI ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Share

Cresce la tensione nella maggioranza sulle pensioni. La discussione sulla manovra probabilmente resterà aperta fino a giovedì, data in cui dovrebbe essere convocato il Consiglio dei ministri per l’approvazione della legge di bilancio. Nelle prossime ore si cercherà di trovare, con la maggioranza e con le parti sociali, un punto di incontro sui diversi nodi ancora da sciogliere, primo fra tutti Quota 100.

Il governo ha fissato dei limiti attraverso il Documento programmatico di bilancio (Dpb) inviato a Bruxelles: per ogni capitolo della manovra sono state definite le grandi cifre e non si intende stravolgere quell’impianto.

Ma la maggioranza discute su come usare i fondi. Anche perché da una parte c’è Enrico Letta, che rinnega il sistema delle Quote, mentre dall’altra c’è la Lega, la quale chiede di intervenire con un meccanismo flessibile, in particolare per lavori gravosi e donne. “Il problema di fondo – ha sottolineato Letta a Che tempo che fa – è che è sbagliato il metodo della Quota. Quota 100 è stato un errore: chi ne ha usufruito ha avuto un vantaggio ed è contento ma per l’80% sono uomini, è uno strumento diseguale che discrimina le donne. Secondo me più che il tema della Quota, le due cose da fare sono flessibilità a seconda dei lavori gravosi e poi dare un messaggio importante alle donne con Opzione donna”. “Combatteremo perché in legge di bilancio il punto essenziale siano le donne e i giovani”.

L’esecutivo ha respinto poi la proposta fatta da Matteo Salvini riguardo l’applicazione di Quota 102 per due anni, poiché creerebbe uno scalone. Si starebbe lavorando invece a un meccanismo con età fissa di uscita a 64 anni fino al 2024 e contributi crescenti. L’idea potrebbe essere più gradita ai Dem ma non convincerebbe ancora del tutto i leghisti, che però dicono di voler trattare e lanciano le loro contro-proposte. Un tavolo con i sindacati, che hanno già bocciato la proposta del governo sulle pensioni, e una riunione della cabina di regia dovrebbero precedere l’arrivo della manovra in Cdm. Attualmente, non ci sono convocazioni, ma la data più plausibile per un incontro è quella di giovedì, anche perché da venerdì il premier sarà impegnato nel G20. Matteo Salvini, che con Silvio Berlusconi riunirà i ministri di Lega e Fi sulla manovra, si dice pronto a incontrare Draghi per discutere dei temi aperti. E un colloquio, secondo fonti parlamentari, potrebbe esserci anche con il leader M5s Giuseppe Conte, che vorrebbe proporre la proroga del ‘suo’ cashback.