Dritte per diventare uno smart leader

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Gli ultimi due anni hanno registrato un’accelerazione incredibile dei processi di trasformazione digitale. Durante questo periodo abbiamo compreso quanto l’innovazione tecnologica pervada ogni ambito della società e del lavoro. Ci ritroviamo dunque in una fase di cambiamento epocale, dove ogni aspetto della vita professionale così come il nostro modo di essere leader è stato rivoluzionato in modo radicale. Lo smart-working non ha solamente stravolto il modo di percepire l’ufficio e la professione ma haanche modificato la modalità in cui i leader si interfacciano con i propri collaboratori.A questo proposito Roberto D’Incau, Founder&CEO Lang&Partners Younique Human Solutions, ha individuato quali devono essere le caratteristiche del leader smart, i key values per preservare un rapporto di fiducia e ispirante con i propri collaboratori nonostante il lavoro a distanza.Il lavoro agile impone nuove forme di leadership, nuove competenze manageriali per essere un leader efficace anche a distanza, uno smart leader. Da un punto di vista del mindset, il ruolo del capo non cambia con l’avvento del lavoro digitale. La vera sfidaper il leader di oggi è continuare a ispirare, dare fiducia, condividere la propria visione, creare una strategia di successo e incentivare il talento del singolo secondo un nuovo modo di rapportarsi ai propri collaboratori, con nuovi strumenti e tattiche.  Innanzitutto, occorre conoscere e imparare ad utilizzare i servizi innovativi che la tecnologia ci mette a disposizione per evitare isolamento, stress e disorganizzazione, ottimizzando il tempo e aumentando la produttività del team.Software di condivisione, strumenti di videoconferenza, virtual conferences, connettività, rete 5g e applicazioni smart per la gestione di progetti da remoto hanno certamente supportato il lavoro delle persone in questa fase di transizione.  Ma, se da un lato la tecnologia è uno strumento utile e neutro, dall’altro non è né emotiva e né empatica come il leader.Il manager a distanza è colui che anche in questo periodo di parziale ritorno al lavoro in ufficio, rivendica che una parte importante del proprio lavoro venga fatta a distanza. Questo perché riesce a coinvolgere la squadra di lavoro, a motivarla, alimentare la consapevolezza, potenziare le occasioni di crescita delle risorse senza il mero contatto fisico ma riesce a farlo con la stessa intenzione del trovarsi fianco a fianco.Secondo Roberto D’Incau, il profilo del leader virtuale di successo comprende le seguenti caratteristiche:

  1. È flessibile
  2. È empatico
  3. Sa avere un impatto anche a distanza
  4. Utilizza le chiavi della comunicazione con competenza e efficacia
  5. Dedica il giusto spazio alla motivazione delle persone, anche se in luoghi diversi
  6. Sa ascoltare approfonditamente, anche quando il team non è in presenza
  7. Ispira fiducia e sa motivare i suoi collaboratori, dando feedback negativi e positivi in ottica di crescita
  8. Sa essere “Pacesetter”, direttivo e affiliativo nelle diverse situazioni
  9. È autoconsapevole di sé, dei propri punti di forza e delle proprie aree di debolezza e non le nasconde

Come testimoniano numerosi studi e ricerche, l’utilizzo della tecnologia e il lavoro ibrido presuppongono la creazione di un divario generale tra le persone, alla quale occorre sopperire con nuovi processi organizzativi modelli di leadership. La nuova strategia manageriale deve fare i conti con elementi apparentemente in contrapposizione per i quali si dovrà individuare un fil rouge. Libertà e regole, umanizzazione e processi, comportamenti e strumenti dovranno trovare un percorso comune per vincere la sfida delle contraddizioni e puntare ad una condivisione degli obiettivi istituzionali, una responsabilizzazione di capi e collaboratori e a nuovi modelli di apprendimento. Si tratta di un paradosso manageriale, certo, ma è proprio la sfida della complessità e dell’incertezza che caratterizza questo periodo di transizione e che richiede e stimola nuove competenze nello smart leader.

Roberto D’Incà