Verso una “net zero society”, Atos riunisce i leader italiani ed europei a un tavolo strategico sulle opportunità del digitale in Italia, per una ripresa sostenibile

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Nel 2015 l’accordo di Parigi, la prima intesa universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici definita alla conferenza sul clima (COP 21), ha stabilito che entro la fine di questo secolo il riscaldamento globale dovrà essere fermato a +2° Celsius, per permettere alla Terra di scongiurare catastrofi e danni ambientali irreversibili. Una sfida ambiziosa e cruciale per il benessere degli ecosistemi, delle società e degli individui, che chiama in causa la responsabilità degli stati, delle imprese e dei cittadini per individuare soluzioni tempestive e per mettere in campo una risposta strategica e integrata al cambiamento climatico. Tra queste vi è la digitalizzazione, che facendo leva su un necessario rinnovamento infrastrutturale e sull’integrazione con i sistemi energetici e la crescita industriale entro il 2050 potrà contribuire direttamente e indirettamente a oltre il 50% del percorso di neutralità climatica italiana, con un impatto certo soprattutto in quei settori che oggi influenzano maggiormente le emissioni nel nostro Paese. A sostenerlo, combinando diverse stime e studi sul contribuito dei sistemi digitali e dell’evoluzione tecnologica informatica per uno sviluppo nazionale sostenibile, è il lavoro di ricerca ‘Verso una net zero society. Tecnologie e strategie digitali per un mondo a emissioni zero’, realizzato da Atos Italia, società leader nei servizi di trasformazione digitale, in collaborazione con il think tank italiano The European House – Ambrosetti. La ricerca, che ha l’obiettivo di quantificare l’impatto delle presenti e future tecnologie e dei sistemi digitali per una Italia decarbonizzata, ha chiamato in causa le esperienze e la consulenza scientifica dei primari soggetti accademici e del mondo industriale italiani e sarà per la prima volta presentata all’interno di un convegno in programma mercoledì 20 ottobre 2021, dalle 10:00 alle 13:00, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia ‘Leonardo Da Vinci’ di Milano. I lavori di presentazione dello studio saranno introdotti dai soggetti promotori del progetto, dai relatori Giuseppe Di Franco, nella foto, Presidente e Amministratore Delegato di Atos Italia e Vicepresidente di Atos Group, Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti, e Carlo Carraro, Rettore emerito dell’Università Cà Foscari di Venezia e Vicepresidente dell’International Panel on Climate Change delle Nazioni Unite.

 “Questo studio nasce dalla volontà di individuare risposte alle ormai ineludibili sfide ambientali a cui sono chiamate le nostre società ed economie, per affrontare e guidare la trasformazione digitale ed ecologica del Paese”, ha dichiarato Giuseppe Di Franco, Presidente e Amministratore Delegato di Atos Italia e Vice President di Atos Group. “Abbiamo messo le nostre competenze e la nostra esperienza a disposizione di un lavoro di ricerca approfondito e ambizioso, nato dall’interesse e dall’urgenza di comprendere come la digitalizzazione possa inserirsi negli obiettivi di sviluppo sostenibile italiani, esserne leva strategica e accelerarne concretamente il percorso. Abbiamo realizzato questo lavoro con partner e advisor di primario valore, con l’obiettivo di garantire alla ricerca una base scientifica rilevante, raccogliendo informazioni e dati preziosi sullo stato dell’arte della digitalizzazione in Italia. Siamo orgogliosi di presentare un progetto che auspichiamo rappresenterà, per le istituzioni e per le aziende italiane, una bussola e un punto di partenza per orientare le future e improcrastinabili strategie di crescita sostenibile”. “Conciliare l’innovazione tecnologica e la tutela dell’ambiente per progettare società ed economie migliori: è questa la vera sfida storica, improrogabile, che ci troviamo ad affrontare in questo momento di emergenza, che rappresenta un’opportunità unica”, ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner & CEO di The European House – Ambrosetti. “Un mondo più sostenibile è anche un mondo resiliente e prospero, più forte di fronte alle crisi e innovativo nel modo di fare business. In questo contesto, l’innovazione digitale, in costante accelerazione, fornisce oggi un contributo essenziale alla costruzione di un futuro sostenibile. Come dimostrato nel presente lavoro di scenario, decarbonizzazione e digitalizzazione non solo si complementano all’interno di una visione di sviluppo largamente condivisa, ma si rafforzano vicendevolmente in un rapporto sinergico.”Un panel ricco di ospiti, strutturato in due tavole rotonde strategiche intitolate ‘Il ruolo del digitale per gli indirizzi di COP26’ e ‘Strategie e tecnologie per ridurre l’impatto del business sull’ambiente’, vedrà la partecipazione dei rappresentanti delle principali istituzioni italiane ed europee e delle aziende coinvolte sui temi della trasformazione ecologica e digitale e dello sviluppo sostenibile del Paese. Tra questi, parteciperanno alla giornata Marco Becca, Direttore di IFAB, Maurizio Bezzeccheri, Head of Latin America Region di ENEL, Carlo D’Asaro Biondo, nella foto, CEO di Noovle, Paolo Frankl, Head of the Renewable Energy Division della International Energy Agency (IEA), Elie Girard, CEO di Atos,Ilias Iakovidis, Adviser Digital Aspects of Green Transformation della DG CNECT dell’Unione Europea, Domenico Laforgia, Presidente di Acquedotto Pugliese, Ugo Patroni Griffi, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Agostino Santoni, Vicepresidente di CISCO South Europe, Nicola Veratelli, CEO di OCTO Telematics.L’evento, che si inserisce all’interno dell’anno italiano della ‘ambizione climatica’, giunge a poche settimane di distanza dal Pre-COP26 di fine settembre a Milano e in vista della Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, in programma a novembre a Glasgow