Marchi, sarà un Natale digitale

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Molto presto sarà Natale, magari non per le famiglie italiane ma sicuramente per brand della moda e dell’abbigliamento che si devono preparare al momento più importante dell’anno per volumi di vendite e, in particolar modo, a quello che sarà il primo Natale (quasi) fuori dalla pandemia. Per le feste di dicembre il 24% degli italiani conta di spendere più dell’anno scorso in regali; in testa ci sono giovani e ragazzi tra i 20 e i 40 anni, secondo i dati MarketSight raccolti per conto della piattaforma di pagamenti Klarna. A indirizzare gli acquisti saranno non solo il prezzo e gli sconti (rispettivamente nel 57% e 45% dei casi) ma anche e soprattutto spedizioni e consegne veloci, per il 37% dei consumatori. La cornice di tutti questi acquisti è l’e-commerce che catalizzerà l’attenzione e la spesa del 47% dei clienti, a conferma che il boom del commercio elettronico c’è stato l’anno scorso e continuerà negli anni a venire (non solo a Natale). Anzi, il fenomeno evolve con un consumatore più attento non solo al prodotto in sé ma pure ai servizi collegati, che determinano la sua complessiva esperienza d’acquisto. «Nel solo 2020, un utente su 4 ha eseguito più operazioni di online banking, uno su 4 ha utilizzato servizi di assistenza sanitaria direttamente dallo smartphone e ben due persone su 5 hanno incrementato la frequenza degli acquisti online», ha dichiarato Roberto Liscia, presidente di Netcomm (Consorzio del commercio digitale italiano), durante la prima giornata del Netcomm Forum Industries, dedicata a fashion e lifestyle, ricordando che l’e-commerce europeo è cresciuto l’anno scorso fino ai 757 miliardi di euro (+10% sul 2019).

Ora si tratta di cavalcare quest’onda sia ribadendo l’importanza dei negozi fisici sia cogliendo «il potenziale di crescita inespresso nei servizi», ha sottolineato Fabrizio Cava, responsabile marketing servizi di corriere espresso e logistica di Poste Italiane. «Il 50% dei clienti online non conclude una transazione se sa che la consegna non avverrà in un giorno determinato o certo. Il 20% finisce per non comprare se non gli viene offerta la possibilità di ricevere l’acquisto secondo le sue preferenze, sul quando ma anche sul dove e il come, pensando per esempio a chi vuole effettuare il ritiro in un ambiente sicuro», magari evitando i contatti grazie ai locker. Ecco perché serve una rete di consegne capillare e diffusa, integrando anche i negozi fisici al suo interno, sempre secondo Cava che ha ricordato come Poste Italiane abbia lanciato il servizio personalizzato di consegne Poste Delivery Now e poggi su un network di oltre 20 mila punti vendita nella Penisola, raggiungibili dal 95% della popolazione entro 5 minuti. Inoltre, per brand e distributori, un servizio con più opzioni di consegna «può essere monetizzabile, visto che esistono target di clienti disposti a pagare di più per formule di ritiro flessibili», ha concluso il manager. A proposito di servizi, infine, ci sono anche quelli sul fronte della comunicazione tra cui «le newsletter e la comunicazione via social che riescono a indirizzare i clienti verso i negozi online dei nostri partner», ha aggiunto Giorgio Moretti, head of sales di Scalapay Italy, piattaforma di pagamenti a rate. «La loro importanza emerge soprattutto in un contesto di sempre maggiore fidelizzazione», oltre che di crescita dello scontrino.

Nella mente degli italiani, comunque, non c’è solo il desiderio di una buona esperienza d’acquisto (che peraltro comprende pure un efficiente servizio di reso e la facilità nei pagamenti), ma torna in parallelo il tema della sostenibilità. Secondo la ricerca «Il Customer Journey di prodotti Fashion e Lifestyle», pubblicata da Netcomm in collaborazione con Veepee, il 19,3% degli italiani desidera che i marchi utilizzino prodotti e materiali sostenibili, un altro 18,2% ricerca la sostenibilità nelle confezioni e un ulteriore 16,7% nei processi di produzione. Spicca anche un 19,1% attento a consegne e spedizioni attente all’ambiente. Tema, quest’ultimo, che dovrà trovare una sua declinazione industriale, in modo da armonizzarsi con la richiesta di servizi di consegna (soprattutto a domicilio) personalizzati e diversificati.

Marco A. Capisani, ItaliaOggi