Dall’inizio della pandemia crescono a 62 miliardi di euro le risorse mobilitate da SACE a sostegno delle imprese italiane

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  •  I risultati semestrali di SACE confermano l’impegno del gruppo: ulteriori 15,6 miliardi di euro di risorse mobilitate nel primo semestre 2021 fra sostegno all’export e all’internazionalizzazione, Garanzia Italia e operatività Green New Deal
  • Crescono a 12.300 le imprese servite dal gruppo (+64% rispetto al primo semestre 2020), di cui oltre il 90% appartengono al segmento PMI e Mid Cap
  • In linea con le aspettative l’utile netto di SACE che, al 30 giugno 2021, si attesta a 72 milioni di euro (+11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente)
  • Positivi gli indicatori di redditività e solidità patrimoniale, che confermano la piena sostenibilità del modello di business di SACE

SACE annuncia i risultati finanziari e operativi al 30 giugno 2021, che confermano l’impegno costante di tutte le società del gruppo nei confronti delle imprese italiane a supporto del Sistema Paese.

In un contesto in cui si intravedono i primi segnali di ripartenza, con una ripresa graduale del PIL mondiale (+6%) e del commercio internazionale (+10%), ma dove permangono alcuni elementi di incertezza legati alla diffusione del virus e alle misure di contenimento, nel primo semestre del 2021 SACE ha mobilitato risorse per 15,6 miliardi di euro in favore di 12.300 aziende, di cui oltre il 90% PMI e Mid Cap, in crescita del 64% rispetto allo stesso periodo del 2020, che portano a oltre 30.000 i clienti in portafoglio. Inoltre, nei primi sei mesi del 2021 crescono anche le operazioni deliberate rispetto al 2020.

Una performance che porta a 62 miliardi di euro l’impegno di SACE da inizio pandemia, con 34,7 miliardi di euro a sostegno di export e internazionalizzazione delle imprese italiane, 26,5 miliardi di euro a supporto della liquidità attraverso lo strumento Garanzia Italia e 0,8 miliardi di euro mobilitati per la nuova operatività legata al Green New Deal, che cresceranno nei prossimi mesi grazie alle operazioni in corso di definizione.

“Questi risultati confermano e rafforzano il ruolo di SACE a supporto dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, nell’ambito del nuovo e più ampio mandato che ci rende una istituzione per la promozione dello sviluppo del Sistema Italia – ha dichiarato Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE. Una missione sempre più trasversale che spazia, infatti, dal sostegno alle aziende che valorizzano il Made in Italy nel mondo, al supporto per la crescita sul mercato domestico nella fase di emergenza e di ripartenza, con una particolare attenzione allo sviluppo di infrastrutture anche digitali, alla sostenibilità ambientale e la transizione ecologica. I risultati del primo semestre dimostrano il ruolo anticiclico di SACE e l’impegno, la professionalità e la passione di ogni collaboratore del gruppo per la ripartenza delle imprese e del Paese.”

Sostenibilità economica e solidità patrimoniale: risultati di SACE in dettaglio

Premi. I premi lordi generati ammontano a 206,9 milioni di euro, risultato in linea con le aspettative, quelli netti di competenza, invece, crescono del 52%, arrivando a quota 100,5 milioni di euro.

Sinistri. I sinistri liquidati registrano un aumento, passando da 55,4 milioni di euro del primo semestre del 2020 ai 61,8 milioni di euro del primo semestre 2021. Si riferiscono principalmente a sinistri su rischio estero nei settori dell’acciaio, dell’aeronautica e delle costruzioni.

Utile. L’utile netto sale a 71,7 milioni di euro, +11% rispetto ai primi sei mesi del 2020.

Situazione patrimoniale. Il patrimonio netto e le riserve tecniche risultano sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e ammontano rispettivamente a 4,8 miliardi di euro e 5,2 miliardi di euro.

Questi risultati sono stati raggiunti centrando i target di redditività e sostenibilità economico patrimoniale con indicatori di ROE e Solvency Ratio positivi.

Una solidità rafforzata anche dalla valutazione dell’agenzia di rating Fitch, che nell’ambito del suo processo di revisione annuale, ha confermato il rating BBB- con outlook stabile di SACE, premiandola con un giudizio AA come Standalone Credit Profilegrazie al forte profilo finanziario, la diversificazione delle operatività ed i rischi operativi contenuti.

Focus sulle società del gruppo SACE

Le risorse mobilitate da SACE FCT, la società attiva nel mercato del factoring, sono cresciute del 43% rispetto al primo semestre 2020, raggiungendo 2,2 miliardi di euro, con un buon contributo del business verso la Pubblica Amministrazione e il segmento corporate.

In diminuzione del 18% le risorse mobilitate da SACE BT, la società attiva nell’assicurazione del credito, cauzioni e rischi della costruzione, che ammontano a 2,1 miliardi di euro, con un minor contributo da parte del ramo credito per effetto di una stabilizzazione del mercato dovuta all’introduzione della garanzia statale.

Positiva la performance di SACE SRV, la società specializzata nel recupero crediti, che con 35 milioni di crediti recuperati nel primo semestre del 2021 (+46% rispetto allo stesso periodo del 2020) conferma il suo ruolo a supporto delle imprese.

SIMEST nel primo semestre 2021, al netto dell’operatività in sinergia con SACE per le operazioni di credito all’esportazione, ha mobilitato 2,5miliardi di euro, in forte crescita rispetto ai 245 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, grazie al forte incremento nei finanziamenti agevolati per l’internazionalizzazione.

Principali iniziative del primo semestre 2021

Nel corso del primo semestre 2021, SACE ha sviluppato e implementato importanti novità, ampliando ulteriormente l’offerta a supporto delle imprese, anche alla luce del nuovo mandato di sostegno al mercato domestico e alle garanzie green.

Il portale sace.it si è confermato nel semestre come un importante canale di accesso all’offerta integrata e digitalizzata di SACE e delle società del gruppo. Nella prima metà del 2021 sono stati circa 10 mila i prodotti richiesti attraverso la piattaforma (un dato quasi quadruplicato rispetto all’anno precedente) per oltre 5 mila imprese servite, in particolare PMI, con una forte spinta proveniente dai finanziamenti agevolati di SIMEST e dai prodotti digitali di SACE dedicati all’assicurazione del credito (sia a breve termine che a medio/lungo termine).

Tra le iniziative digitali, da sottolineare il servizio “Trova il tuo TEM”, uno strumento completamente digitale e gratuito che consente alle aziende di individuare il proprio Temporary Export Manager, un professionista in grado di supportarle nella realizzazione di un piano di sviluppo su misura per crescere nei mercati internazionali. Il configuratore online consente di creare il punto di contatto tra le aziende che vogliono internazionalizzarsi e i consulenti più in linea con le proprie esigenze.

Nel corso del semestre, infine, è stato ampliato e rafforzato anche l’hub formativo SACE Education, sviluppandolo lungo tre direttrici. Alla formazione dedicata all’export e all’internazionalizzazione, che rimane il pilastro della value proposition, sono state affiancate nuove progettualità per supportare la transizione green e digitale delle imprese sia in Italia che all’estero e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. In totale, sono state erogate più di 100 ore di formazione attraverso format innovativi che puntano ad offrire agli oltre 8 mila utenti ingaggiati dal lancio della piattaforma ad oggi, importanti occasioni di approfondimento, networking, scambio e crescita.

Nel 2021, inoltre, SACE ha raccolto in un report i risultati raggiunti lo scorso anno in termini di Sostenibilità, insieme ai pilastri su cui fondare le scelte aziendali orientate alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. Si tratta di un ulteriore passo verso l’attenzione al green e alla tutela ambientale sottolineata anche attraverso l’introduzione, nel corso del semestre, della Climate Change Policy, una serie di misure ad hoc per migliorare il contributo delle attività di business alla riduzione delle emissioni climalteranti, che introduce il divieto al supporto di progetti particolarmente impattanti per l’ambiente.