Parco di Portofino, il ministro Cingolani allarga i confini a altri 11 comuni. Ma non tutti sono d’accordo

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La decisione del ministro Cingolani (in foto), che applicando una sentenza del Tar ha tracciato i nuovi confini del Parco di Portofino nella sua versione “nazionale”, ha colto di sorpresa il territorio e soprattutto ha preso in contropiede gli amministratori dei comuni coinvolti. Cingolani infatti ha inserito oltre ai già presenti Santa Margherita Ligure, Portofino e Camogli, i limitrofi Recco, Avegno, Tribogna, Coreglia Ligure, Rapallo, Zoagli, Chiavari. “Come più volte manifestata con chiarezza e portata avanti nel tempo – dice il sindaco di Recco Carlo Gandolfo – la posizione dell’amministrazione comunale di Recco è di netta contrarietà all’allargamento dei confini del Parco di Portofino. Stiamo lavorando con Regione Liguria e con i sindaci dei territori coinvolti contrari all’estensione del parco per esprimere una linea univoca”.Più prudente il collega di Rapallo Carlo Bagnasco: “È una tematica delicata che merita un approfondimento. A tal scopo ci stiamo confrontando con gli altri comuni coinvolti e abbiamo integrato il consiglio comunale di domani sera (30 luglio 2021) per discutere la pratica”.Per Coreglia Ligure, comune a cavallo tra il Tigullio e la Fontanabuona, risponde l’ex sindaco e attuale assessore Elio Cuneo: “Noi siamo sempre stati favorevoli a entrare nel Parco di Portofino perché la consideriamo un’opportunità per contrastare l’abbandono e l’incuria e valorizzare alcune aree del territorio. Mi viene più facile pensare però a un’inclusione delle aree di crinale e collinari piuttosto che quelle più a valle e vicine alla Fontanabuona, ma se così non fosse saremmo comunque favorevoli”.
 “L’ipotesi di perimetrazione del Parco di Portofino dopo la sentenza del Tar del Lazio – 11 Comuni e 5363 ettari contro i 1056 attuali – esclude territori come quello del comune di Bogliasco che a suo tempo aveva chiesto di partecipare a un tavolo e a un percorso condiviso da tutti gli attori in campo”, osserva il sindaco di Bogliasco Gianluigi Brisca. “Esprimo la nostra delusione per una decisione calata dall’alto e non condivisa coi territori: il mio è un appello affinché venga aperto un tavolo con la regione e con i territori stessi. E’ tempo di mettersi in  moto e dare finalmente il via al parco nazionale, bene prezioso per la nostra regione”, conclude Brisca. “Dopo oltre tre anni di silenzi e dopo oltre tre anni di totale inattività della Regione Liguria, che se n’è strafregata di ottemperare a una previsa legge e che non ha fatto nulla per informare correttamente sui benefici che porterà il ‘parco nazionale’, anzi disinformando e impedendo a chi voleva informare di informare, il Ministero non ha potuto far altro che applicare la legge come correttamente il TAR del Lazio ha sentenziato dando ragione ai cittadini che hanno fatto ricorso”.Canta vittoria il giornalista e scrittore Marco Delpino, presidente dell’ Associazione Amici del Monte di Portofino per l’azione del ministro Cingolani sui confini del Parco. “Il Tar aveva emesso la sentenza accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione e dal presidente della onlus Vas, Verde ambiente e società – spiega in un post – e ora i nuovi confini sono stati definiti. Si tratta di una importante battaglia vinta, anche se i confini sembrano costituire un compromesso tra la vasta area che doveva includere parte della Fontanabuona. Ora hai voglia da parte degli amministratori regionali e dei loro “vassalli” locali piangere come le “vergini silenti” e gridare allo “scandalo” di fronte allo strapotere dello Stato, dopo che per tre anni e mezzo se ne sono fregati di una legge approvata dal Parlamento senza spiegare i vantaggi per la stragrande maggioranza dei cittadini. Regnanti, vassalli, valvassori e valvassini non possono far altro che leccarsi le ferite, guardarsi allo specchio e ammettere la sconfitta della loro arroganza”.